STEELA – 1° LIVELLO (Casasonica)
dicembre 27, 2006
Ecco un interessante disco d’esordio uscito verso la fine del 2006: un tempo gli Steela si chiamavano Salento Roots Project e con questo nome hanno iniziato a suonare reggae praticamente da ragazzini. Quando si parla di Salento non si può fare a meno di pensare ai Sud Sound System ed è quindi con una certa sorpresa che ci si rende conto che le coordinate stilistiche di Steela si rifanno più agli Africa Unite (tra l’altro Madaski e Paolo Baldini sono i produttori di questo lavoro) ed ai suoni pulsanti dell’electro-dub. Nelle undici tracce di ‘1° livello’ troviamo una buona amalgama, una grande cura a livello sonoro e canzoni di buon livello. Steela devono comunque maturare ancora e dare maggior carattere alla loro miscela di spunti: siamo sicuri che sapranno sorprenderci con i loro prossimi lavori. In rete: www.casasonica.it
Pier Tosi
Franziska
dicembre 27, 2006
E’ uscito recentemente Frnzisk, il nuovo album dei Franziska, gruppo di primo piano nella scena attuale del reggae italiano. Un lavoro che rappresenta anche un momento di cambiamento e di evoluzione nello stile della band. Abbiamo parlato del nuovo suono dei Franziska con Ciccio Bolognesi, percussionista e da sempre portavoce dei Franziska.
Avete iniziato suonando ska e rocksteady: ora siete giunti ad una svolta nel vostro suono che si è modernizzato ma credo ci sia comunque rispetto per lo spirito originario del reggae…
Diciamo che Franziska è un’entità che raccoglie musicisti che tendono a suonare i generi che più amano. All’inizio il gusto generale era sullo ska ma nel corso degli anni abbiamo avuto vari cambiamenti di formazione e le nostre esigenze artistiche sono cambiate. L’attuale suono roots reggae internazionale, con l’aggiunta della voce ‘nera’ di Roddy che fa un interscambio vocale con Piero, dipende proprio dai gusti musicali di Roddy che ci ha fatto ascoltare cose che non conoscevamo. La cosa importante è che facciamo la musica che ci piace fare, credo che questo gusto si avverta quando suoniamo dal vivo ed abbiamo cercato di metterlo anche nelle registrazioni di ‘FRNZSK’. La nostra musica rispetta le origini del suono giamaicano ma è più aggiornata al 2006 con questa miscela di roots elettronico e dancehall.
L’aver praticato per anni la ‘vecchia scuola’ vi permette di vivere il nuovo reggae con lo spirito autentico…
Assolutamente si. La storia dei Franziska ha un po’ visto succedersi il suono in levare quasi in tutte le sue sfaccettature e crediamo che la nostra evoluzione è comunque frutto di una certa coerenza nel percorso. Il nostro nuovo suono ha un respiro più internazionale e speriamo possa arrivare ad un pubblico più ampio.
Cosa puoi dirci della produzione di questo lavoro. E’ vero che ci sono stati dei momenti sfortunati?
Il disco è stato un doppio parto: tre anni fa il cambio di cantante è stato uno stimolo per comporre nuovo materiale ed abbiamo così sperimentato il potenziale creativo del gruppo con il nuovo cantante. Piano piano il nostro spettacolo ha iniziato a tendere sempre di più al reggae ed abbiamo iniziato a registrare le nuove canzoni nel nuovo stile. Un giorno abbiamo incontrato Roddy, che tra l’altro era già un nostro vecchio collaboratore, e c’e’ stato subito un ottimo feeling tra il suo stile vocale ed il nostro nuovo approccio musicale. Nei successivi due anni abbiamo composto molto materiale tenendo anche conto dell’apporto di Roddy. Dopo un anno di lavoro in studio però un hard disk su cui registravamo il materiale ha ‘crashato’ ed abbiamo dovuto ricominciare da capo a registrare. Il danno ha creato energia nuova perché tornando al lavoro abbiamo aggiunto nuovi pezzi. A livello di testi abbiamo sentito l’esigenza di parlare della vita reale, dei drammi del mondo attuale, di entrare più nel sociale rispetto ai nostri brani precedenti e di parlare di cose scomode, di cui non si parla…
In rete: www.franziska.it
Pier Tosi
Alborosie
dicembre 27, 2006
Il 2006 è stato l’anno di Alborosie: è italiano, vive e produce musica in Giamaica ed un tempo con il nome di Stena era il cantante di Reggae National Tickets, uno dei migliori gruppi italiani in circolazione negli anni ’90. Aspettando il suo primo CD abbiamo fatto due chiacchiere con lui durante un suo breve soggiorno in Italia:
L’ultimo tuo disco come cantante di Reggae National Tickets è ‘Roof Club’ del 2000: puoi raccontarci brevemente cosa e’ successo da allora?
Sono successe molte cose: sono rimasto in Giamaica e ho iniziato a lavorare come artista e produttore. Ho lavorato a diversi progetti di artisti internazionali ed ho prodotto vari singoli usciti sul mercato giamaicano. Sono stati sette anni veramente pienissimi e mi hanno dato un enorme bagaglio di esperienza.
Come vedi la scena musicale giamaicana ora che ne fai parte stabilmente?
Nella scena musicale ed in generale in Giamaica ci sono tante cose belle e tante cose brutte che andrebbero cambiate. Il problema non riguarda solo la musica: la realtà e’ molto dura ed a tratti anche violenta, quindi abitare a Kingston non è facile, bisogna sapere come trattare con le persone e come muoversi. Aver imparato il “patois” mi aiuta molto ad acquisire subito il rispetto delle persone.
Parliamo della tua big tune ‘Herbalist’: mi sembra che nelle liriche usi un modo molto creativo per parlare di ganja…
Quella di ‘Herbalist’ e’ una storia di vita quotidiana in Giamaica e quando nel ritornello dico ‘Babylon dem thief my herb’ mi riferisco alla polizia. E’ una storia in parte vera su cui ho ricamato inventando delle parti. Devo dire che sono molto felice del risultato. Quattro anni fa avevo fatto con Kymani Marley ‘Burning & Lootin’ ed avevo riscosso un buon successo. ‘Herbalist’ sta avendo molto successo e per me e’ un lancio a livello mondiale. Ora è uscito su singolo un altro pezzo che si intitola ‘Call up Jah’ ed ho anche una tune piu’ ambiziosa per il mercato internazionale che continuerà un po’ lo stile di ‘Herbalist’.
Il tuo stile vocale è molto cambiato. A cosa è dovuto questo cambiamento?
Io questo cambiamento lo vedo come frutto dello spirito di adattamento: avrei potuto fare ancora il cantante come con i Tickets, cantando in inglese, anzi in effetti lo sto anche facendo in parte della musica che produco. Ho voluto pero’ ampliare il discorso e sono diventato un sing-jay. Nel mio primo CD per l’80% faccio sing-jay ma ci sono anche brani in cui canto.
Il tuo primo CD si chiamera’ ‘Soul pirate’ e sul tuo sito c’e’ gia’ la playlist ed alcune primizie da ascoltare: a quanto ho capito sara’ un disco molto orientato sul roots…
Il disco uscira’ verso febbraio/marzo e stiamo lavorando ad un contratto internazionale. La direzione e’ roots con alcuni elementi ‘vintage’ perche’ a me piace molto il vecchio reggae. Ci sono duetti con Luciano, Kymani Marley e un artista r&b americano che si chiama Jimmy Cozier. Ci sono altre collaborazioni con Jah Cure, Morgan Heritage ma non so se finiranno nel CD…’Burning & looting ‘ con Kymani e’ stata rimixata per l’occasione. In rete: http://profile.myspace.com/alborosie
Pier Tosi





