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Various Artists – High Grade Ganja Anthems (Greensleeves)

marzo 7, 2007

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Diciamocelo: l’associazione forzata tra reggae e marjiuana è a volte un ingombrante ed un po’ noioso luogo comune. Cambiando leggermente prospettiva però è evidente che l’uso della cannabis ha ispirato tantissime pagine indelebili della nostra musica preferita sia da parte di grandi artisti sia da perfetti sconosciuti. L’etichetta inglese Greensleeves (riflettete un attimo sull’origine di questo nome…) dedica ora un CD all’argomento mettendo insieme una scarsa doppia decina di inni all’’high grade’, la ganja dalla qualità migliore che c’e’ sul mercato e dobbiamo dire che anche la musica contenuta in questa raccolta è assolutamente ‘highest grade’. L’inizio è travolgente con in sequenza ‘Sleng teng’ di Wayne Smith, ‘Tushung peng’ di Frankie ‘Dancehall’ Paul, ‘Police in helicopter’ di John Holt ed altre chicche classiche come ‘Joker smoker’ di Triston Palma o ‘Ganja smuugglin’ di Eek-A-Mouse. Lo stepperone ‘Smoking my ganja’ dei Capital Letters vale da solo l’acquisto e segna uno spartiacque tra i suoni dagli anni ottanta e gli artisti contemporanei. Nella seconda parte infatti esplodono la dancehall ed il new roots con ‘bombe’ come ‘High grade’ di Capleton, ‘100 dollar bag’ di Beenie Man, ‘Couple chalice a day’ di Jah Mason e l’immancabile e trascinantissima ‘Under me sensi’ del trio Vegas/Alozade/Hollow Point. Se vi siete avvicinati da poco alla dancehall e volete saperne di piu’ sul binomio reggae/ganja l’acquisto di questo CD è obbligatorio. Se ascoltate musica giamaicana da tempo conoscerete sicuramente molti dei brani classici di questo ‘High grade’ ma qui li avete tutti insieme a creare una sequenza letteralmente irresistibile.

Pier Tosi

COME BACK DARLING – Johnny Osbourne & Sensations (Trojan)

marzo 12, 2007

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Johnny Osbourne è entrato nella storia del reggae nel 1979 con l’uscita del clamoroso album ‘Truths and rights’ per Studio One pochissimo tempo dopo il suo rientro dal Canada in cui aveva registrato alcuni dischi con la band Ishen People. In realtà i suoi primi sforzi risalgono ai tempi del rocksteady come membro dei Wildcats alle dipendenze del produttore Winston Riley: lo stesso produttore titolare del marchio Techniques lo fa esordire da solista nel 1969 in questo album con l’ausilio dei Sensations come backing vocalists. ‘Come back darling’ è un ottimo album di early reggae con otto brani cantati abbinati a quattro strumentali. Scavando nei suoi archivi Trojan aggiunge alle dodici tracce del disco originale ben altri quarantanove brani dello stesso periodo e sempre targati Techniques: Il risultato è un succoso CD doppio con tante chicche da gruppi come Mad Lads, Sensations e Shades corredate dalle loro controparti strumentali suonate da campioni come Ansel Collins, Tommy McCook o Karl ‘Cannonball’ Bryan. Direi un CD quasi fondamentale per gli amanti dei suoni skinhead ed early reggae.

Pier Tosi

http://www.trojanrecords.com

Moa Anbessa: Forward ever, backward never!!!

marzo 13, 2007

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Moa Anbessa è una roots crew nata a Venezia nel 2001 grazie all’amore per il roots reggae più incontaminato e per le imperiose sonorità del dub suonato dai leggendari sound systems inglesi come Iration Steppas, Aba Shanti I o Jah Shaka. E proprio come questi ‘giganti’ del roots di oltremanica Moa Anbessa hanno iniziato a spingere il roots suonando le migliori produzioni di ‘UK steppers’ ma via via aggiungendo elementi personali alle loro sessions come dei loro brani cantati dapprima sulle parti strumentali dei dischi che proponevano. Il passo ulteriore è stato quello di produrre loro stessi musica ed il loro debutto è avvenuto in questo senso nel 2006 con il maxi-single ‘Command’. In questo inizio di anno Moa Anbessa hanno fatto uscire il loro secondo singolo intitolato ‘Forward’ e mixato come il precedente da Neil Perch di Zion Train nei suoi studi. ‘Forward’ contiene sei tracce sulla stessa base strumentale, uno ‘stepper’ animato da una potente linea di basso e da un sinuoso riff di fiati. Oltre a quattro ottimi brani cantati e cioè ‘Step forward’ di Well Jahdgment, ‘Evil fi burn’ di Prince David, ‘Sons & daughters’ di Dan I e ‘Psalm 113’ di Sister 40 nel maxi-single sono presenti la versione strumentale ed una bella dub version mixata da Perch. Nella migliore tradizione del roots questa musica unisce la forza pulsante del ritmo ad atmosfere rilassanti e meditative: ‘Forward’ è un ottimo lavoro che testimonia di come la crescita della scena italiana si esprime a grandi livelli anche nel campo del roots & culture.

Pier Tosi

http://www.moaanbessa.com

 

Easy Star All Stars live @ Estragon Bologna – 15 marzo 2007

marzo 19, 2007

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Abbiamo già parlato sul Sunny di Easy Star All Stars giunti al loro secondo tour italiano nel giro mondiale che promuove ‘Radiodread’, l’album che traspone in chiave dub-reggae canzone per canzone un classico del rock recente come ‘OK Computer’ dei Radiohead. Chiacchierando in diretta radio con il bassista e cantante Ras Iray (nella foto) qualche ora prima di questo loro concerto bolognese tra l’altro scopriamo che addirittura la band di Thom Yorke ha assisitito di recente a Philadelphia ad un concerto di Easy Star All Stars e non ha esitato a fare i complimenti di persona alla reggae band per le versioni dei propri brani ed in particolare ‘Let Down’, cantata su ‘OK Computer’ da una leggenda vivente come Toots Hibbert di Toots & Maytals. Qui all’Estragon ci sono circa quattrocento persone ad accoglierli in un locale che ne potrebbe accogliere tranquillamente piu’ del doppio: probabilmente la collocazione del concerto nel fine-settimana avrebbe visto molto piu’ pubblico. I quattrocento presenti comunque accolgono molto bene e con il giusto calore la band newyorkese mentre prende posto sull’ampio palco: alla sezione ritmica composta da Ras Iray al basso e Ivan Katz alla batteria si aggiungono il direttore musicale Michael G alle tastiere, Junior Jazz alla chitarra e voce, una sezione fiati composta da un sax ed un trombone e le voci di Dollaman e Kirsty Rock. Non avevo mai visto dal vivo gli All Stars e la prima cosa che mi colpisce è il loro suono pieno ed assai fluido con un bellissimo timbro di fiati e mi viene in mente che sarebbero molto adatti anche a concerti all’aperto in arene di grande capienza. La prima parte del concerto è costituita di brani nuovi dal sapore roots classico che faranno parte di un loro prossimo nuovo lavoro (che quindi non sarà la riproposizione di un disco rock). I brani sono tutti di buon livello, la band fila che è una meraviglia, Kirsty ha una bellissima voce e Dollaman infiamma il pubblico con interventi in stile ‘singjay’. Il cuore del concerto invece è costituito dai brani di ‘Dub side of the moon’ e ‘Radiodread’ con un grande coinvolgimento ed una resa sonora praticamente perfetta grazie anche al lavoro di un ottimo fonico. Tra i brani che colpiscono di più abbiamo ‘Money’, eseguita in una versione torridissima e ‘mixata’ ad un brano di ‘Radiodread’, ‘Karma police’ e l’ottima ‘Let down’. Dalla mia conoscenza del progetto Easy Star All Stars sarei aspettato un buon concerto ma il magnifico show a cui ho assistito ha superato ogni mia aspettativa: per qualità di suono, tecnica, feeling ed amalgama gli Easy Star All Stars sono assolutamente all’altezza delle migliori reggae bands giamaicane.

Pier Tosi

http://www.easystar.com/

Italian roots reggae vibes: Jimi Vistoli e Micky Souljahr

marzo 26, 2007

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Nella grande vitalità della scena reggae italiana degli interpreti e delle bands che si autoproducono e che purtroppo i media dei grandi numeri come al solito ignorano si affacciano anche alcune eccellenti produzioni ‘red, gold & green’ che abbiamo il dovere di segnalarvi. Esordiscono più o meno in contemporanea con lavori che per coincidenza hanno lo stesso numero di brani e circa la stessa durata due cantanti solisti e cioè il toscano Jimi Vistoli con il suo ‘Away this time’ e il pugliese Micky Souljahr con ‘True teaching’. Jimi Vistoli è nato a Pistoia nel 1970 e si occupa professionalmente di musica essendo attivo anche in altri campi anche se il reggae è sicuramente il suo primo amore. Ha fatto parte di una storica formazione dell’area pistoiese e cioè i Raggariddim ed ultimamente collabora con la Dubwise Gang, la backing band usata da Bomba Bomba e Jaka. Con le sue dieci tracce (nove cantati più un dub finale) il suo ‘Away this time’ è un album roots più che solido con suoni molto accurati e ritmi lenti e sinuosi tipici dei classici del genere. In apertura ‘Mr. President’ utilizza un giro di blues su cui ‘svisa’ come ospite il bluesman Nick Becattini. Tra le tracce migliori segnaliamo ‘Away this time’, scritta e suonata insieme a Ranking Alpha, ‘Jah guide’, ‘Africa sweet Africa’ e ‘Nitido silenzio’ in cui Jimi è accompagnato dai MondoGanga. La maggior parte delle tracce sono in lingua inglese anche se non mancano degli interessanti inserti in italiano. Rispetto a ‘True teaching’ questo lavoro ha dei suoni più moderni ma comunque un respiro molto simile. Il disco di Micky Souljah si apre con un rifacimento fedele di ‘Time will tell’ di Bob Marley che quindi introduce l’ascoltatore ad un suono roots molto classico. Micky è di Foggia e in passato ha militato nella roots band Dread Inna Babylon. ‘True teaching’ è il frutto del duro lavoro di vari anni: già vari anni fa era girato tra gli addetti ai lavori un demo CD che metteva in evidenza una grande qualità. Bob Marley è uno dei principali riferimenti stilistici ma nel disco è evidente l’influenza dei gruppi roots storici inglesi come Steel Pulse ed Aswad. Anche in questo lavoro le liriche in inglese si alternano all’uso dell’italiano. La title track ‘True teaching’ riecheggia la già citata band di David Hinds ed insieme ad ‘Emergency’ (in compagnia del napoletano Hobo), al ritmo ‘stepper’ di ‘Babylon is falling’ (stavolta l’ospite è Freddy G) e a ‘Hot is the battle’ è uno degli episodi più significativi di un lavoro comunque tutto di alto livello. Il nostro consiglio agli amanti del ‘roots & culture’ è di procurarsi questi due eccellenti CD e di seguire e supportare la scena roots reggae italiana.

Pier Tosi

http://www.myspace.com/jimivistolifanclub
http://www.mickysouljahr.com/
http://profile.myspace.com/mickysouljahr

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