Various Artists – Singerman! (Blood & Fire)
maggio 11, 2007

Questa recensione è rivolta ai giovani che vogliono ascoltare il reggae e comprenderne la prospettiva storica ma magari non sanno che pesci pigliare nella marea di uscite discografiche che riprendono in esame il passato della nostra musica preferita. La Blood & Fire è un’etichetta esemplare: in un catalogo di più di cinquanta uscite ha ristampato momenti eccezionali della storia del roots reggae sia da nomi fondamentali che da artisti semisconosciuti. Il suo approccio è sempre stato trattare il reggae per la grande musica che è e questo si è convertito in pratica nel migliorare il suono delle fonti attraverso opportuni restauri digitali, corredare le uscite di un’ottima veste grafica ed accurate note di copertina ed anche tutelare gli artisti con contratti che garantissero loro delle ricompense eque. Questo ‘Singerman!’ è una compilation di brani già usciti in altri CD Blood & Fire e l’idea che ne è alla base è mostrare il diverso approccio vocale di tanti grandi cantanti della storia del roots. Si comincia con ‘Fire fi di Vatican’, un famoso cut alternativo di ‘War inna Babylon’ sempre di Max Romeo che testimonia di come il fuoco purificatore appare da parecchio tempo nelle liriche Rasta. ‘Singerman!’ ospita tra i suoi solchi sia cantanti che gruppi vocali: nella prima categoria troviamo suoni fondamentali da ‘colossi’ come Dennis Brown, Gregory Isaacs ed Horace Andy ma anche chicche di personaggi meno noti come Sylford Walker, Ruper Reid ed Errol Holt, più noto con il soprannome di Flabba per essere il bassista della Roots Radics Band. Per cio’ che riguarda i gruppi i Black Uhuru sono presenti con uno dei migliori brani del loro repertorio pre-Sly & Robbie e cioè ‘Rent man’, prodotta addirittura da Dennis Brown in persona. La gioia accomuna le due canzoni dei mitici Congos e dei Chantells mentre Junior Ross & The Spear riprendono un ritmo degli Abyssinians in uno dei loro cavalli di battaglia. Delle diciotto tracce di ‘Singerman!’ non si butta via proprio niente: stavolta potete mettere mano al portafoglio con la massima tranquillità, a meno che non possediate già tutti i CDs del catalogo Blood & Fire da cui i brani sono tratti.
Pier Tosi
in rete:
http://www.bloodandfire.co.uk
Abyssians live @ Vibra Modena (giovedì 17 maggio 2007)
maggio 18, 2007

Questa è la terza volta che Abyssinians si esibiscono in Italia dopo che nel 2004 il riavvicinamento dei membri originari Donald Manning e Bernard Collins aveva posto fine ad una saga che aveva visto circolare varie versioni del leggendario trio vocale giamaicano. Il terzo membro attuale David Morrison che prende il posto occupato nella lineup originale da Linford Manning ha fatto parte per anni di una versione particolare degli Abyssinians che includeva i fratelli Donald e Carlton Manning, quest’ultimo, membro di Carlton & the Shoes. Appena arrivati al Vibra scopriamo con disappunto che non c’e’ Ras Shiloh, indicato inizialmente come parte dello show. La backing band che accompagna lo storico trio è costituita da tre quinti dell’ottima band inglese Ras Ites ed in effetti non è il classico set di canzoni dei Ras Ites che apre lo spettacolo ma giusto un paio di strumentali per scaldare un pubblico non troppo numeroso. L’entrata in scena degli Abyssinians è salutata con grande calore cosi’ come le prime battute del loro show (riconosciamo subito tra i brani ‘Peculiar number’ e ‘Abendigo0) fatto di grandi danze (a dispetto dell’eta’ media del gruppo) e delle tipiche e purissime armonie vocali. Sin dall’inizio si susseguono i classici con Manning e Collins che si alternano al centro nel ruolo di cantante solista delle rispettive canzoni. La band è all’altezza della situazione anche se si sente la mancanza del portentoso batterista dei Ras Ites: nell’impostazione sonora la seconda tastiera sovraccarica a tratti un po’ il suono corale che il fonico fatica un po’ a gestire. Brillano per intensità le magnifiche versioni di ‘Y mas gan’ e ‘Declaration of rights. Alla fine giustamente la magia delle voci degli Abyssinians ha il sopravvento e la parte finale dello spettacolo è veramente da brivido con ‘This land is for everyone’, ‘Forward on to Zion’ e una lunghissima versione di ‘Satta massagana’ conclusa ai tamburi in style nyabinghi da Bernard Collins e David Morrison mentre Manning declama la fede Rasta nel ‘chanting’ tipico di ‘Mabrak’. A parte qualche piccola pecca si è trattato comunque di un ottimo show con gli Abyssinians assolutamente all’altezza della loro fama.
PierTosi
Nuove uscite italiane: JAH LOVE e KOHRA & PAPACALURA
maggio 24, 2007
Come abbiamo più volte accennato è un momento di grande vitalità per le produzioni reggae italiane e stanno uscendo tanti dischi che evidenziano differenti approcci con la cultura del reggae e con il pulsare incessante del ritmo in levare. Veterani della scena si mettono in gioco insieme a bands con alcuni anni di esperienza o gruppi che arrivano per la prima volta al traguardo agognato dell’uscita discografica. Per esempio i pavesi JAH LOVE sono attivi dal 2001, hanno già pubblicato ben due demo intitolati ‘Kingston’ e ‘Soltanto una cosa…’ e nel marzo di quest’anno hanno fatto uscire il loro primo CD ‘Creation’. Read more







