COOKOMACKASTICK: i Blues Brothers del reggae.
giugno 5, 2007


C’e’ un sentimento che è stato reso perfettamente da bellissimi films come ‘The Blues Brothers’ o ‘The Commitments’. In quel caso si parlava di soul music e non di reggae, anche se in un certo senso il reggae non è altro che soul music ‘made in Jamaica’: sto parlando del gusto di suonare musica sanguigna ed intensa che è troppo ‘forte’ per essere di moda, essere una ‘famiglia’ e prediligere i palchi dei locali più scalcinati dove il pubblico è improbabile ma ti ama per quello che sei, sto parlando di notti passate on the road con nell’autoradio le cassette dei grandi artisti dimenticati che sono pero’ i tuoi idoli, i tuoi punti di riferimento assoluti. I ferraresi Cookomackastick mi fanno venire in mente prima di tutto questo sentimento. Si sono formati alla fine del secolo scorso con lo scopo di suonare le vecchie canzoni ska e rocksteady che costituivano il loro primo amore musicale. Dopo parecchie avventure sono stati l’ultima band ad aver lavorato con Laurel Aitken, il padrino dello ska: prima che The Godfather scomparisse hanno registrato con lui un ultimo CD intitolato ‘The n.1 hits’ che esce ora in edizione speciale CD+DVD. Oltre a gemme come ‘Zion City’, ‘It’s too late’, ‘She’s gone to Napoli’, ‘Pregherò’ (versione italiana di ‘Stand By Me’ di Ben E. King) e perfino ‘My way’ di Frank Sinatra, nel DVD ci sono immagini commoventi di Laurel Aitken sul palco con i Cooko durante i suoi ultimi concerti ed in sala prove ed in studio con la band ferrarese. Un altro grande cantante, putroppo non molto conosciuto entrato a far parte della famiglia Cookomackastick è la vecchia gloria di Studio One Winston Francis. Anche il progetto in comune con lui vede in uscita in questi giorni un CD+DVD intitolato ‘Peace, love & harmony’: la voce di Winston è caldissima ed i Cooko girano a mille nelle loro versioni di ‘Rain from the skies’, ‘Sunny’, ‘Mr. fix it’ e ‘Swing & dime’. Il sapore è quello del vecchio rocksteady ma con l’atmosfera dei classici senza tempo. Nel DVD bellissime immagini girate a Brixton ed ancora la stella di Winston che brilla dal vivo e nelle studio sessions. Se siete alla ricerca del sentimento di cui parlavo all’inizio dell’articolo ed amate lo ska ed il rocksteady vi consiglio assolutamente questi due lavori. Intanto potete iniziare a dare un’occhiata al sito ufficiale dei Cookomackastick.
Pier Tosi
in rete: http://www.cookoomacka.com
The Heptones – Sweet Talking
giugno 14, 2007

La Heartbeat ha ristampato in questi giorni un CD di brani storici Studio One degli Heptones, uno dei più grandi gruppi vocali di quel periodo in cui la musica giamaicana si rallentava con il rocksteady ed iniziava un incredibile processo creativo che avrebbe portato alla genesi del vero e proprio ritmo del reggae. Nelle foto di copertina Leroy Sibbles, Earl Morgan e Barry Llewellyn hanno abiti di scena che ricordano i gruppi vocali americani che li ispiravano di più, storici gruppi del soul e del doo-wop come i Platters, i Drifters o gli Impressions. L’unione di purissime armonie vocali con il grezzo suono che usciva dagli studi di Kingston creava qualcosa di nuovo ed assolutamente eccitante e che avrebbe decisamente lasciato il segno negli anni. Il cantante solista Leroy Sibbles a quel tempo (i brani coprono il periodo che va dal 1967 al 1971) era anche bassista della in-house band di Studio One e supervisore delle sessions anche di altri artisti ed è stato l’autore di memorabili giri di basso che la dancehall giamaicana userà ancora tante e tante volte nel corso degli anni: basta ascoltare questo CD per capire di cosa parlo. Canzoni memorabili come ‘Equal rights’, ‘Tripe girl’, ‘Pretty looks isn’t all’, ‘How can I leave you’ e ‘We are in the mood’ sono dei veri e propri pezzi di storia della musica giamaicana. ‘Sweet talking’ propone gli Heptones a Studio One al loro meglio in diciotto tracks immortali. Compilations come queste sono molto importanti per capire la storia del suono giamaicano e propongono in qualità digitale materiale il più delle volte reperibile solo attraverso l’acquisto di costoso e raro materiale originale d’annata.
Pier Tosi
in rete: http://www.heartbeatreggae.com/index.php?id=album.php&catalog_id=6972
Natural Black – Jah Guide (Greensleeves)
giugno 18, 2007

King Jammy è un produttore leggendario del reggae ed ha scritto pagine fondamentali di roots per poi diventare una delle forze strumentali al grande successo della dancehall digitale dopo il tornado ‘Sleng teng’ provocato proprio da questo personaggio nel 1985. Il guyanese Natural Black è uno dei grandi del roots giamaicano attuale e la sua emozionante carica poetica è uscita fuori alla grande negli ultimi anni in brani come ‘Far from reality’ o ‘Life be the same way’. Dall’incontro di questi due nomi arriva ‘Jah guide’, un lavoro in cui Black è molto a suo agio con il tocco dancehall di Jammy (‘Joy’ ha lo stesso ritmo del monster-hit del 1983 di Johnny Osbourne ‘Water pumping’) ma diventa veramente struggente ed ispiratissimo in magnifiche canzoni roots come ‘Caring & sharing’, ‘Give thanks & praise’, ‘Selassie & Marcus’ o ‘Africa’. La tradizione storica del reggae e l’innovazione si uniscono alla perfezione in questo ‘Jah guide’ in cui Jammy riannoda il suo presente a pagine gloriose del passato mettendo comunque in condizione Natural Black di esprimere la sua grande maturità artistica in autentici capolavori roots di grande attualita’.
Pier Tosi
in rete: http://www.greensleeves.net/bio/biogJahGuide.html
Africa Unite & Friends – 4riddims4unity
giugno 22, 2007

Ad un anno di distanza dall’uscita del loro ultimo CD ‘Controlli’ si rifanno vivi gli Africa Unite con un progetto assai ambizioso: quattro versions dei brani di ‘Controlli’ sono il propellente musicale di un reggae party dove tanti cantanti si alternano al microfono imitando l’attitudine degli artisti dancehall giamaicani ma dando comunque prova di grande originalità opportunamente seguiti da un ottimo lavoro di ‘remixing’. Le atmosfere new roots della base di ‘Sotto pelle’ aprono questo lavoro con lo storico incontro della più longeva band reggae ed un membro della famiglia Marley e cioè il discendente Kymani abbastanza affrancato stilisticamente dal padre nella sua parte vocale. Sulla stessa version troviamo di seguito un grande Al Borosie con ‘Promise’ ed un Brusco ad alto tasso poetico con ‘Questo mare’. BR Stylers sono i primi a cimentarsi con la base ‘ragga’ che in origine era di ‘Amantide’ con la loro ‘Only one indication’ mentre la stessa version è cavalcata alla grande anche da Bunna in combination con Julianna in ‘Fix up’. Riddims e cantanti si succedono tra echi di storia del reggae italiano, ragga latineggiante come quello di Roy Paci & Aretuska e Sergent Garcia rispettivamente sulle versions di ‘Amantide’ e ‘In nomine’ e superbe aperture al reggae internazionale da parte di artisti italiani come per esempio il veneziano Giallo (uno dei pochi sul ritmo di ‘Play a different game’), Smoke e Franziska. Nominare tutti è impossibile ma le tunes sono tutte belle, l’ascolto di ‘4riddims4unity’ è molto divertente e ci si chiede inevitabilmente cosa sarebbe successo se gli Africa avessero invitato al party anche qualche altro grosso nome giamaicano. Prima che il cielo inizi a tingersi di viola, si spengano gli amplificatori ed il selecter riponga i dischi nel suo case c’è ancora tempo per ballare con la ‘ganja tune’ di uno specialista come Raina, i Sud Sound System inna ‘roots style’, i loro giovani conterranei Steela e l’incantevole Zoe in combination con Bunna. Madaski partecipa al party in combination con Patrick: vista la propensione degli Africa Unite agli echi e riverberi forse avremmo apprezzato anche qualche suo ‘dub cut’ anche se la festa è già riuscitissima anche così.
Pier Tosi
sul web: http://www.africaunite.com/
The Revolutionaries – Drum Sound
giugno 27, 2007

‘Ho iniziato molto presto a fare esperimenti con la batteria per vedere se si poteva fare ballare solamente attraverso il suono dei tamburi. Lavoravo sui ritmi africani e passavo tanto tempo in studio cosi’ ho iniziato ad usarli per sviluppare un nuovo suono nel reggae. Questo e’ il reggae, questo e’ il suono, il doppio suono del tamburo…’
Questa significativa frase di Sly Dunbar (imperdibile il suo concerto al Rototom Sunsplash di quest’anno insieme al ‘fratello’ Robbie ed a Bitty McLean) introduce il nuovo magnifico dub CD della Pressure Sounds intitolato ‘Drum sound’. Nel periodo tra il 1974 ed il 1980 molti cambiamenti nel suono del reggae dipendevano piu’ che da ogni altro strumento dagli schemi ritmici che gli esperimenti di Sly alla batteria producevano ai Channel One studios. I diciassette dubs contenuti in questo CD sono un grande saggio del suono chiamato Rockers Style suonato dai grandissimi Revolutionaries sotto la tutela economica dei fratelli di origine cinese Ernest e Jojo Hookim. I ritmi sono impeccabili e chitarra, tastiere e fiati si incastrano alla perfezione tra basso e batteria a dimostrare che il grande reggae è prima di tutto frutto della magica alchimia di un lavoro collettivo. In ‘Drum sounds’ abbiamo dub storici come quelli di ‘Fade away’ di Junior Byles, ‘War’ dei Wailing Souls o ‘Them never know Poor Marcus’ dei Mighty Diamonds. Altri dubs piu’ oscuri e quasi più suggestivi sono tratti da lati B dei singoli di artisti sicuramente meno conosciuti come Creole, Ernest Wilson o il gruppo vocale Earth & Stone. La chicca più clamorosa di ‘Drum sound’ è comunque ‘Kunta Kinte version one’, un adattamento dub del ritmo di ‘Beware of your enemies’ di Creole la cui attribuzione ai Revolutionaries è addirittura dubbia. Questo brano non è mai stato pubblicato su disco e veniva suonato solamente come dub plate da Jah Shaka e pochissimi altri roots sounds dell’epoca. Per i patiti del roots degli anni settanta ‘Kunta Kinte version one’ ha sempre rapresentato uno dei più famosi ‘esclusivi’ mai esistiti ed è ora disponibile oltre che come parte di questo CD addirittura come singolo 7″ stampato dalla Pressure Sounds a tiratura limitata.
Pier Tosi
in rete: http://www.pressure.co.uk/pressuresounds/catalogue/product_details.php?product=PS55





