Prevendite: prorogata fino al 31 gennaio l’offerta fedelissimi!
gennaio 18, 2009
E’ prorogata fino al 31 gennaio la possibilità di acquistare l’economicissima offerta abbonamento fedelissimi a 100 euro per tutto il festival. Per chi ha intenzione di campeggiare all’interno dell’area del festival l’offerta abbonamento camping fino al 31 gennaio è di 10 euro. Dal 16 gennaio inoltre è possibile prenotare gli abbonamenti presso vari punti vendita specializzati sia in Italia che in altri paesi oltre che poter acquistare online gli abbonamenti sul sito ufficiale del Rototom Sunsplash 2009. A questo link trovate tutte le informazioni sulle modalità di abbonamento, i punti in vendita, le novità 2009 sul campeggio e l’acquisto online di biglietti ed abbonamenti.
Alton Ellis (1938 – 2008)
gennaio 21, 2009
Alton Ellis è uno dei grandi cantanti di un’epoca gloriosa della musica giamaicana. E’ nato nel 1938 ed è cresciuto in una famiglia musicale (anche sua sorella minore Hortense nata nel 1949 diventerà una apprezzata cantante). Ha incominciato ad esibirsi come ballerino a sedici anni vincendo anche alcuni contests di ballo. In un periodo in cui l’industria musicale giamaicana non esiste ancora ma i principali proprietari di sound system iniziano a registrare brani con il solo scopo di suonarli come ‘esclusivi’ alle dancehall, Alton forma un duo canoro insieme ad Eddie Perkins con il nome di Alton & Eddie.
Pubblicata per la prima volta da Coxsone Dodd sulla sua etichetta Worldisc nel 1960 ma risalente a qualche anno prima, la ballata ‘Muriel’ costituisce il primo notevole successo dei due ragazzi al loro debutto in studio. Sulla scia del successo di ‘Muriel’ il futuro boss dell’etichetta Studio One pubblica tra il 1960 ed il 1962 altri quattro singoli di Alton & Eddie e cioè ‘Lullaby angel’, ‘I am never going to cry’, I know it all’ e ‘My dream’ . A questo punto Eddie Perkins emigra negli Stati Uniti ed Alton interrompe la sua carriera per due anni. Dopo aver formato insieme a Winston Jarrett, suo fratello Leslie Ellis e David ‘Baby G’ Gordon il gruppo vocale The Flames di cui è il leader e cantante solista, il giovane cantante passa un’audizione per Duke Reid, boss dell’etichetta Treasure Isle e torna prepotentemente alla ribalta quasi alla fine dell’era dello ska con ‘Dance crasher’ e ‘Cry tough’.
E’ interessante notare che le liriche di queste due tracce sono un appello ai ‘rude boys’ perché smettano di comportarsi male e diano un senso alla loro esistenza attraverso le buone azioni: questo atteggiamento opposto per esempio alle apologie dei giovani ribelli di Kingston dei Wailers di Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailer causerà non pochi problemi al giovane talento in questo periodo. Grazie alla sua suadente ma grintosa voce ed a grandi capacità di autore la progressione di Alton prosegue inarrestabile con tracce come ‘I have got a date’, ‘Duke of Earl’ e ‘The preacher’, sempre prodotte da Duke Reid. Quando il rocksteady succede allo ska Alton è, probabilmente insieme a Ken Boothe, il miglior cantante solista in circolazione. Nel 1967 escono brani che diverranno classici senza tempo come ‘Ain’t that loving you’ e ‘Rocksteady’: Coxsone Dodd resosi conto dell’errore fatto quando il suo ex-dipendente si è accasato a Bond Street non tarda a contattarlo ed a proporgli un contratto.
Alton torna quindi a registrare per Studio One e sempre nel 1967 escono quindi ‘I’m just a guy’ e ‘I’m still in love’, due brani che saranno in seguito ripresi innumerevoli volte. In questo periodo Alton va in tour in Inghilterra insieme alla band di studio di Brentford Road The Soul Vendors. Entrambi i produttori capitalizzano il successo della vena apparentemente inesauribile del cantante pubblicando entrambi nel 1967 due albums che diverranno classici come ‘Mr. Soul of Jamaica’ (Treasure Isle) e ‘Alton Ellis sings rock & soul’ (Studio One). Se il primo disco contiene il meglio della produzione del cantante a Bond Street e possiede il titolo che da l’appellativo classico al grande artista, entrambi i lavori comunque ritraggono Alton in un momento assolutamente irripetibile.
Tra il 1968 ed il 1969 Alton compie i primi esperimenti di autoproduzione con ‘Soul train’ e ‘Diana’ e rispettivamente su Treasure Isle e Studio One escono gemme come ‘I can’t stand it’ o ‘La la (Means I love you)’ e ‘Breaking up’ o ‘Can I change my mind’. Nel 1969 Mr. Soul Of Jamaica emigra in Canada a Toronto dove resterà per due anni. Al suo ritorno escono per Studio One due significative roots tracks come ‘Blackish white’ ed ‘African descendants’. Nella scena reggae dei nuovi produttori il cantante è sempre tenuto in altissima considerazione: per Herman Chin-Loy Alton registra ‘Alton’s official daughter’, per Keith Hudson ‘Bad boy bad boy’ e per Randys l’ottima ‘Too late to turn back now’. Mentre anche Phil Pratt e Bunny Lee si avvalgono dei suoi servigi, Coxsone pubblica rispettivamente nel 1969 e 1970 i due albums ‘The best of Alton Ellis’ e ‘Sunday coming’.
Nel 1974 Mr. Ellis emigra definitivamente a Londra anche se continuerà spesso a recarsi in Giamaica ed a registrare musica. Durante gli anni settanta la sua ‘I’m still in love’ viene ripresa da Marcia Aitken sotto la produzione di Joe Gibbs e fornisce la base al mega-successo di ‘Uptown top ranking’ di Altea & Donna. Quasi trent’anni dopo la stessa canzone sarà ripresa con riscontri di vendite straordinari da Sean Paul insieme a Sasha. Nel 1979 Alton registra sotto la supervisione di Jackie Mittoo il poco noto album soul-reggae ‘A love to share’. Molti appassionati di reggae italiano ricordano con affetto il suo negozio di dischi All Tone Music all’interno del mercato del quartiere londinese di Brixton.
Alton è un personaggio importante all’interno della scena reggae londinese e negli anni settanta aiuta ad affermarsi la cantante lovers Janet Kay. Negli anni ottanta e novanta Alton continua a registrare musica ed esibirsi dal vivo anche se la sua fama leggendaria continua ad essere legata ai suoi trionfi dell’era del rocksteady. Nel 1994 il governo giamaicano gli attribuisce per i suoi meriti musicali l’onorificenza dell’Order Of Distinction. Nel 2006 Alton viene ammesso con tutti gli onori alla International Reggae And World Music Awards Hall Of Fame negli Stati Uniti. Alla fine degli anni novanta arriva per la prima volta ad esibirsi in Italia e nel luglio del 2000 da vita ad un bellissimo concerto al Rototom Sunsplash con i ‘nostri’ Radici Nel Cemento come backing band. L’ultimo ricordo di Mr. Soul Of Jamaica in Italia è la partecipazione all’edizione del 2007 del Bornasco Reggae Festival.
ALTON ELLIS DISCOGRAPHY (Albums)
Sings rock & soul (Studio One 1967)
Mr. Soul of Jamaica (Treasure Isle 1967)
The best of (Studio One 1969)
Sunday coming (Studio One 1970)
Greatest hits (Count Shelly 1973)
Still in love (Horse 1977)
A love to share (Third World 1979)
Mr. Ska bean’a (with Heptones) (Cha Cha 1981)
A new day (Body Music 1983)
Daydreaming (Silver Camel 1983)
Silver Jubilee (High Note 1984)
Silver Jubilee 2 (High Note 1985)
Continuation (All Tone 1985)
SELECTED SINGLES:
Dance crasher (Treasure Isle 1965)
Duke of Earl (Treasure Isle 1966)
I have got a date (Dutchess 1966)
The preacher (Treasure Isle 1966)
Ain’t that loving you (Treasure Isle 1967)
Cry tough (Treasure Isle 1967)
I’m just a guy (Studio One 1967)
I’m still in love (Studio One 1967)
Rocksteady (Treasure Isle 1967)
Breaking up (Duke Reid 1968)
I can stand it (Duke Reid 1968)
Let them try (Studio One 1968)
Willow tree (Duke Reid 1968)
Let them try (Studio One 1968)
Can I change my mind (Coxsone 1969)
Tumbling tears(Studio One 1969)
Remember that sunday (Treasure Isle 1970)
African descendants (Studio One 1971)
Be true (Big Shot 1971)
Blackish white (Coxsone 1971)
True born african (Bullet 1971)
Arise blackman (Soul Beat 1971)
Alton’s official daughter (Aquarius 1972)
Big bad boy (Mafia 1972)
Black man’s pride (Coxsone 1972)
Arise blackman (Soul Beat 1971)
I don’t want to be right (Coxsone 1972)
Too late to turn back now (Giant 1973)
Going back to Africa (Mystic 1979)
Pier Tosi – ott. 2008
Straordinario libro sulla dancehall anni ottanta in uscita per la Soul Jazz
gennaio 21, 2009
Se volete fare un regalo ad un reggae-maniaco o volete auto-regalarvi un oggetto clamoroso abbiamo ciò che fa per voi. Soul Jazz ha da poco pubblicato ‘Dancehall: The Rise Of Jamaican Dancehall Culture’ di Beth Lesser. Questa giornalista e scrittrice è già autrice di un magnifico testo su King Jammys che è uno dei più bei libri sulla cultura del reggae ed è stato di recente ripubblicato in una veste grafica più degna di quella della spartana edizione degli anni ottanta. Read more
John Masouri – Wailing Blues: The Story Of Bob Marley’s Wailers (Omnibus Press)
gennaio 21, 2009

John Masouri è un ‘decano’ del giornalismo reggae britannico e si occupa della nostra musica da tempo immemorabile con le sue interviste e recensioni sullo storico mensile (un tempo settimanale) Echoes. Da qualche tempo è anche una delle firme più autorevoli a collaborare con la bellissima rivista tedesca Riddim. Con l’abbondanza di pubblicazioni già disponibili su Bob Marley quella di occuparsene con un libro era l’ultima delle idee di questo autore finchè Aston ‘Familyman’ Barrett non gli chiese espressamente di collaborare con lui per scrivere un’opera che desse giustizia ai musicisti che fiancheggiarono nel corso degli anni il grande del reggae nel corso della sua avventura creativa che lo ha portato ad una status leggendario.
Quando fece questa richiesta allo scrittore il bassista dei Wailers e co-produttore dei più famosi albums di Bob Marley era nel corso di un lungo procedimento legale che riguardava il riconoscimento dei suoi ‘credits’ ed il pagamento delle royalties per il suo apporto. Come è noto la causa ha dato ragione agli amministratori attuali dell’eredità di Bob Marley (in primo luogo la moglie Rita) condannando il bassista al pagamento delle ingenti spese legali e lasciandolo letteralmente sul lastrico. Quello che esce dopo vari anni di ricerche ed un gran numero di interviste e di consultazione di fonti di prima mano è un’opera monumentale che fa luce su alcuni sorprendenti aspetti non trattati dalle altre pubblicazioni esistenti su Marley. Andando alle radici della storia della musica giamaicana Masouri traccia un esauriente quadro biografico di Aston Barrett e di suo fratello, il defunto batterista Carlton Barrett, oltre naturalmente a fornire molte notizie sulle carriere degli altri membri dei Wailers e sull’interazione di questi con Bob Marley.
La prima parte di ‘Wailing blues’ per esempio fa luce in modo assai dettagliato su come questa coppia di musicisti ritmici sia forse stata la forza portante nella trasformazione che alla fine degli anni sessanta ha portato alla nascita del ritmo del reggae così come lo conosciamo ora. Dapprima come parte degli Hippy Boys e poi come Upsetters i fratelli Barrett hanno dato un importantissimo contributo creativo allo sviluppo della musica giamaicana raccontato qui per filo e per segno dall’autore secondo le testimonianze del bassista. Oltretutto dal modus operandi di Familyman che esce da ‘Wailing blues’ è anche riduttivo relegarlo solamente al ruolo di bassìsta in quanto emerge la figura di un validissimo polistrumentista, arrangiatore, produttore ed engineer che ha lasciato tracce quasi insospettabili nella storia del reggae oltre a quelle che già conosciamo.
Procedendo poi nella narrazione ‘Wailing blues’ ci fornsice importanti dettagli sulla genesi e la registrazione delle più grandi canzoni di Bob Marley del suo periodo ‘internazionale’ e sull’alternanza dei vari musicisti che si sono succeduti nei Wailers nel corso degli anni. Le pagine di Masouri evidenziano il fatto che il grande istinto naturale di Aston Barrett per la musica compensasse una grande ingenuità e la totale incapacità di tutelare la sua carriera attraverso contratti discografici. Familyman aveva fiducia assoluta in Bob Marley e questa fiducia fu assolutamente ben riposta finchè il grande artista fu in vita. Dopo la sua morte i suoi eredi e la sua casa discografica hanno iniziato un sistematico cancellamento di tutti gli indizi che portavano a considerare il fatto che Bob Marley non fu solo a pensare ed elaborare la sua poetica ma il suo irraggiungibile talento fu aiutato e stimolato da un collettivo formato da grandi musicisti.
La seconda parte del libro evidenzia quindi la complessa storia contrattuale di Bob Marley e dei suoi Wailers fino alle ultime vicende legali mettendo in evidenza molte ingiustizie. In sostanza Masouri tratta un argomento scomodo o di cui si è già scritto molto con grande originalità ed efficacia ed aggiunge una fonte ricca di informazioni e dettagli al già esteso corpus di testi che ci raccontano la vera storia del reggae.
Pier Tosi
Nuovo progetto dub dal Friuli
gennaio 21, 2009
Si chiama ‘Avampuest dub’ il primo CD in uscita di R.esistence in Dub, un quartetto che utlizza la lingua friulana per i testi ed introduce elementi della tradizione popolare friulana in ambito dub reggae. I R.esistence in Dub sono Toffo Selektah (operator & live mixer), Dj Tubet (freestyle ed mc), Zen-I (tromba, flicorno, synth) e Doctor P.R. (sax alto, melodica, cori).“Avampuest Dub” esce sotto l’etichetta “MusicheFurlane Fuarte”/”Alambic Cospiracy” ed è stato registrato e mixato nel “Dub Alchemy Studio” da Paolo Baldini (Africa Unite, The Dub Sync, BR Stylers). Nel frattempo continuano a perfezionare il live set con esibizioni in tutto il triveneto. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al myspace del gruppo.





