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The Evolution of Dub voll. 1-4 (Greensleeves)

novembre 30, 2009

RECENSIONEvolume-1volume-2volume-3volume4

Nonostante sia praticamente quasi sparito dalla mappa della musica prodotta attualmente in Giamaica il dub è senza dubbio una delle maggiori innovazioni che l’isola del reggae ha dato alla cultura pop mondiale: anche se la loro musica magari non lo svela, molti dei maggiori creatori di musica elettronica e dance che si avvalgono del mixer come di un vero e proprio strumento sono degli adoratori dell’estetica e dell’epica di mitici personaggi come King Tubby o Lee Perry.

Fa veramente piacere in questi tempi di grande crisi vedere l’inglese Greensleeves dedicare quattro cofanetti quadrupli a prezzo economico al tracciato evolutivo che ha portato la tecnica del dub dai suoi primi vagiti alla maestria messa in campo nei primi anni ottanta. La particolarità di questi quattro boxes è che non si avventurano in compilazioni di sorta usando materiale uscito solo su singolo ma prendono in esame sedici significativi dub albums nella loro forma originale fornendo addirittura in alcuni casi la prima release in CD dei suddetti albums. E’ questo per esempio il caso di ‘Dub serial’, un seminale dub album prodotto da Joe Gibbs e mixato da Errol ET Thompson di cui non esisteva ancora una ristampa in CD e che ora fa parte del volume 1 di questa serie.

Il contributo di King Tubby allo sviluppo delle magiche atmosfere del dub in ambito di roots reggae è straordinario ed al maestro di Waterhouse è dedicato il resto del primo cofanetto con gli imperdibili ‘Dub from the roots’ e ‘The roots of dub’ del 1975 prodotti da Bunny Lee e con i dubs dei brani di Dennis Brown prodotti da Niney di ‘Dubbing with the Observer’. Il titolo del secondo box fa riferimento ad un salto qualitativo avvertibile anche negli ascolti: ‘Blazing horns’ non è proprio un dub album ma un cruciale album strumentale di sax di Tommy McCook sui ritmi di Bunny Lee dove comunque troviamo anche le tecniche di mixaggio di Tubby.

Sempre dalle magiche mani di Tubby (o dai suoi assistenti di bottega Philip Smart e Prince Jammy) abbiamo le ristampe dei classici ‘Rasta Dub ‘76’ e ‘Aggrovators Meets The Revolutionaries at Channel 1 Studios’ ed infine ancora la musica di Niney mixata nell’assai raro in edizione originale (ma ristampato in CD dalla Motion) ‘Sledgehammer dub’. Il terzo volume mette insieme albums dei tardi anni settanta dove il lavoro di Tubby è abbinato al suono dei Revolutionaries, la band di studio famosa per lo sviluppo del pattern ritmico del ‘rockers style’: ‘Negrea love dub’, ‘Outlaw dub’ e ‘Green Bay dub’ sono tra l’altro notevoli esempi del lavoro di Linval Thompson come produttore nella fase del tardo roots anni ’70 prima di sterzare vigorosamente verso la dancehall mentre ‘Goldmine dub’ vede Tubby all’opera sulle oscure produzioni di Pat Francis, più noto come deejay con gli pseudonimi di Jah Lloyd o Jah Lion che come produttore.

Il quarto ed ultimo box intitolato ‘Natural selection’ è invece interamente dedicato alle produzioni Joe Gibbs ed alle prodezze al mixer di Errol ET Thompson, l’engineer che dopo i suoi inizi ai Randys Studios svolge poi una funzione fondamentale nel portare la musica prodotta da Joe Gibbs all’enorme successo: qui abbiamo il dub della cruenta guerra civile giamaicana di ‘State of emergency’ ed altre chicche come ‘Majestic dub’, ‘Rockers carnival’ ed il quinto ed ultimo volume della serie ‘African dub’, la principale serie dub con Gibbs e Thompson all’opera. Nonostante un packaging al risparmio per tenere il prezzo basso ogni album è racchiuso in una copertina cartonata raffigurante la copertina originale ed ogni cofanetto è compendiato dalle interessantissime note di Noel Hawke.

Pier Tosi

Commenti

Una risposta to “The Evolution of Dub voll. 1-4 (Greensleeves)”

  1. hanzo, il dicembre 2nd, 2009 11:31 am

    ecco un prodotto su cui davvero vale la pena mettere le proprie avide grinfie!!!
    a proposito di dub e di artisti contemporanei ‘adoratori dell’estetica e dell’epica di mitici personaggi come King Tubby o Lee Perry’, segnalo a tutti quelli che non lo hanno visto il documentario ‘Dub Echoes’!!!

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