Bunny Wailer
maggio 7, 2009
Il vero nome di Bunny Wailer è Neville O’ Riley Livingstone ed è nato il 10 aprile 1947. Il piccolo Neville passa l’infanzia in campagna con Bob Marley come compagno di giochi e suo padre Thaddius si trasferisce a Kingston nello stesso periodo di Cedella, la madre di Bob. I due figli vengono inizialmente lasciati a Nine Miles ed affidati ad altri parenti: A Kingston Taddy e Cedella si legano in una relazione da cui nasce Pearl, bambina che è sorella quindi sia di Bunny che di Bob.
I due adolescenti raggiungono i genitori a Kingston e quando decidono di diventare cantanti conoscono Winston McIntosh che in seguito legherà la sua fama al nome Peter Tosh. Insieme ad altri ragazzi mettono in piedi vari gruppi l’ultimo e più fruttuoso dei quali si chiama The Wailers. Nella zona di Trenchtown il già famoso Joe Higgs dispensa generosamente ai ragazzi varie lezioni di canto e composizione divenendo il loro principale mentore.
Dal 1963 in piena era ska i Wailers iniziano a registrare per Clement Coxsone Dodd a Studio One, la principale etichetta dell’isola e già il loro primo singolo ‘Simmer down’ ottiene un notevole successo. Il gruppo si riduce in breve tempo ad un trio vocale maschile composto da Bunny, Peter e Bob ed è uno dei grandi successi di questo periodo. Nonostante Bunny abbia una bellissima voce è Bob Marley che canta come solista e compone la maggior parte del materiale: quando Bob lascia la Giamaica per andare a vivere a negli Stati Uniti con la madre per un periodo, Bunny compone e canta come solista le ottime ‘Dancing shoes’, ‘Who feels it knows it’, ‘Rock sweet rock’ e la prima versione della bellissima ‘Dreamland’.
Nel 1967 il giovane è arrestato per possesso di marijuana e sconta una condanna di quattordici mesi alla prigione di Richmond Farm durante la quale i Wailers si legano all’etichetta americana JAD di Johnny Nash e Danny Sims. Rilasciato nel settembre 1968 Bunny si dedica nuovamente alla musica con i suoi amici che nel frattempo hanno anche lanciato la loro etichetta giamaicana Wail ‘N’ Soul M. Dopo l’album registrato dai Wailers per Leslie Kong nell’aprile del 1970 è la volta per il trio di collaborare con Lee Perry: nel clamoroso catalogo di canzoni di questa collaborazione Bunny firma e canta da solista ‘Rebel’s hop’, ‘Riding high’ e ‘Brain washing’ ma il brano più clamoroso cantato da Bunny che scaturisce in questo periodo è una nuova notevole versione di ‘Dreamland’ che assicura ai Wailers un grande successo.
Come è noto nel 1972 il trio ha l’opportunità di registrare il primo album per l’etichetta Island di Chris Blackwell: in questo periodo Bunny fonda la sua etichetta giamaicana Solomonic per cui fa uscire ‘Search for love’ e ‘Bide up’. Mentre ‘Catch a fire’ non presenta tracce di Bunny come solista il secondo ‘Burnin’ uscito a novembre del 1973 contiene invece ‘Hallelujah time’ e ‘Pass it on’. La terza traccia ‘Reincarnated souls’ esce come B-side di ‘Concrete jungle’ ma è di recente stata inclusa nella versione ‘deluxe’ di ‘Burnin’.
Bunny però non sopporta i lunghi periodi passati nel rigido clima inglese lontano dalla Giamaica per promuovere i due primi albums ed alla fine di quell’anno lascia il gruppo rimpiazzato temporanente dal primo mentore del gruppo Joe Higgs. Anche Peter Tosh lascia il gruppo, il nome Wailers resta ad appannaggio di Bob Marley mentre i due fuoriusciti continuano le carriere soliste con le loro etichette giamaicane. Nel 1974 Bunny fa uscire ‘Battering down sentence’, dedicata alla sua detenzione in carcere e ‘Rastaman’, seguite l’anno seguente da ‘Arabs oil weapon’. Sempre nel 1975 i tre Wailers tornano insieme per una notte il 4 ottobre al National Sports Stadium a Kingston e Bunny canta come solista ‘Dreamland’ e ‘Battering down sentence’. Nel 1976 esce clamorosamente il primo album solista di Bunny Wailer ‘Blackheart man’ e si rivela un grande capolavoro ed una delle massime espressioni della musica giamaicana del suo tempo.
L’ottimo momento di creatività prosegue l’anno seguente con ‘Protest’ e nel 1978 lo straordinario tema conduttore del film ‘Rockers’. Dopo i successi giamaicani con i singoli ‘Love fire’ e ‘Roots radics rockers reggae’ nel 1979 esce il suo terzo album ‘Struggle’.
Nel 1980 Bunny registra con Sly & Robbie per la Island un album di riattualizzazioni dei vecchi brani dei Wailers e dopo la morte di Bob Marley nel 1981 il disco ‘Tribute’ in onore dell’amico fraterno scomparso. Dal 1978 Bunny fa uscire dischi dub con i cuts dei suoi brani vocali: di quell’anno è ‘Dub disco vol.1’ mentre il volume 2 esce nel 1981, lo stesso anno di uscita di ‘Rock N groove’, l’album in cui il cantante utilizza la Roots Radics Band ed è interprete di una assai criticata sterzata verso l’attuale suono della dancehall.
Ignorando le critiche motivate dei puristi motivate dall’idea che per un ex-Wailer non è dignitoso occuparsi di dancehall, Bunny continua in questa vena per tutta la decade. Per scelta il cantante lascia di rado l’isola e non promuove i suoi dischi con tour all’estero: il suo primo concerto solista fuori dalla Giamaica ha luogo addirittura nel 1986 a Long Beach in California. Nel 1985 Bunny inizia a lavorare ad un progetto di reunion dei Wailers originari superstiti insieme a Peter Tosh, Constantine Walker e Junior Braithwaite: l’idea è di recuperare i nastri JAD, di registrare nuove tracce vocali e fare uscire un doppio CD che acoppia le tracce nuove agli originali. L’unico frutto del progetto è il singolo ‘Music lesson/Nice Time’: l’opposizione per vie legali di Rita Marley e la tragica morte di Peter Tosh nel settembre 1987 fanno fallire decisamente i propositi iniziali. Nel 1995 Bunny paga nuovamente tributo a Marley con le cinquanta covers del suo repertorio contenute in ‘Hall Of Fame’. Dalla fine degli anni novanta non registra più albums e si concede piuttosto di rado al pubblico in concerto.
Pier Tosi
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