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World Clash Cup 2010

settembre 7, 2010

Anche l’Inghilterra ha la sua grande sfida annuale che dovrebbe sostituire nell’immaginario collettivo il defunto World Clash americano. L’aria infatti si farà rovente sabato 25 settembre alla Brixton Academy di Londra per un altro grande scontro stavolta con sette sounds. Si sfideranno i campioni uscenti Shashamane International dall’Africa Supersonic dalla Germania, il famosissimo giamaicano Ricky Trooper, purtroppo assente all’ultimo minuto al Rototom Sunsplash 2010, gli inglesi Junior Wild Card e King Tubbys (quest’ultimo con quarant’anni di carriera sul groppone), gli americani Poison Darts ed i giapponesi Barrier Free. Anche in questo caso si tratta di un appuntamento da non perdere per i maniaci dei sound clashes!

Riddim Sound Clash 2010!

settembre 7, 2010

La miglior rivista reggae al mondo Riddim Magazine pubblicata in Germania (peccato per chi come noi non sa il tedesco…) organizza come ogni anno il suo big Sound Clash ormai tra i grossi appuntamenti a livello mondiale nel suo genere: l’edizione del 2010 si svolgerà alla Stahlwerk di Dusseldorf sabato 2 ottobre e curiosamente non vedrà alcun sound giamaicano tra i vari sfidanti. Il campione uscente da Berlino City Lock ha come unica minaccia dall’Europa Heavyhammer, uno dei migliori sounds dal Sud Italia ormai famoso per la grande creatività mostrata con suoi dublates e refixes. Completano l’affollata line-up rispettivamente da Antigua, New York e Canada Poison Dart, Blunt Posse e Rootsman. Read more

Dub e mistica naturale per quattro notti in Friuli

settembre 7, 2010

La Italian Dub Community si riunisce per quattro notti da giovedì 9 settembre a domenica 12 settembre a Tramonti Di Sotto (Pordenone) per la quinta edizione di Heartical Vibes. A questo importante raduno in una stupenda cornice naturale e con la possibilità di campeggio il dub risuonerà dalle prime ore del pomeriggio fino alle prime luci dell’alba: oltre a tutti i maggiori dub sounds italiani fanno parte della line-up grandi nomi come Jah Free, Channel One, Warrior Charge e Dubble Track. Read more

Ritorna per una notte il Sikula Reggae Festival

settembre 7, 2010


Eccovi un’ottima notizia: ritorna il Sikula Reggae Festival gratuito ed aperto al pubblico. Questo appuntamento si svolgerà a Rosolini (Siracusa), sabato 11 settembre dalle ore 20. L’incantevole scenario della Cava di Croce Santa ospiterà dal tramonto all’alba reggae band, dj e sound systems. Un paesaggio ostico ma meraviglioso ed incontaminato, una cornice unica, ancora una volta, per una kermesse che riesce a regalare emozioni e qualità musicale ad un pubblico affezionato che pacificamente ed in allegria si riunisce all’insegna della musica reggae e dei valori di pace, amore e fratellanza tra i popoli di cui si fa ambasciatrice. Read more

Queen Ifrica

agosto 5, 2010

(Queen Ifrica al Sunsplash: foto Luca Sgamellotti)

Con il suo stile conscious e la sua versatilità che la fa passare da dolci melodie a super-energetiche prestazioni da deejay Queen Ifrica è senz’altro una delle nostre artiste preferite: non è più giovanissima e sta raccogliendo i frutti del suo talento. Dopo il debutto in CD con ‘Fyah muma’ uscito solamente sul mercato giamaicano la VP ha pubblicato lo scorso anno il magnifico ‘Montego Bay’, uno dei CD migliori del 2009. Ifrica tornerà con il suo mentore Tony Rebel al Rototom Sunsplash nella sua prima edizione spagnola. In questa intervista esclusiva ci racconta la sua vita e la sua ispirazione:

D: Hai chiamato il tuo CD ‘Montego Bay’: è quella la tua città di provenienza?

R: Si, sono cresciuta a Montego Bay ed è la città dove ho sviluppato la mia fede Rasta. Ho pensato fosse giusto pagare tributo alle mie origini.

D: Sappiamo che Montego Bay è più legata alla tradizione turistica che non alla scena giamaicana che è perloppiù legata a Kingston: ci sono a Mobay dei sounds o dei concerti dal vivo?

R: Ovviamente c’è il Reggae Sumfest, il grande festival dei big ma la scena locale non è abbastanza sviluppata…Voglio dirti che la popolazione di Mobay non ha quasi nessun beneficio dal turismo dei grossi alberghi e questo è l’argomento della mia canzone ‘Montego Bay’. A poche decine di metri da questi lussuosissimi resorts ci sono comunità molto povere…Bisognerebbe che anche loro beneficiassero del turismo della città…

D: Come hai preso coscienza di Rastafari? Sei cresciuta in un ambiente Rasta?

R: Sono stata introdotta a Rastafari all’età di nove anni da mia madre quando sono andata a vivere con lei a Montego Bay. Da quell’età ho vissuto in una comunità molto legata a Rastafari quindi i primi contatti con questa mistica risalgono a quel periodo.

D: E come sei stata coinvolta dalla musica?

R: Sicuramente il fatto che mio padre sia il leggendario artista ska Derrick Morgan ha giocato una parte importante ma devo dirti di avere sempre cantato e di avere sempre vissuto in mezzo alla musica ma ho iniziato a farlo professionalmente dopo aver incontrato Tony Rebel nel 1998 ad un concerto a Mobay…

D: Quali sono le tue principali influenze ?

R: La mia principale influenza è sicuramente quella di Garnett Silk perché ho sempre amato il suo modo di cantare. Un’altra influenza importante è quella di Tony Rebel a cui devo molto perché mi ha introdotto nell’industria musicale. E’ stato quasi inevitabile diventare un’artista in campo musicale visto l’enorme stimolo che mi ha dato la figura di Garnett Silk ed il suo modo di esprimersi.

D: L’hai mai conosciuto?

R: No, ho visto molti suoi shows ed ero ancora molto giovane ma non l’ho mai realmente conosciuto ed incontrato…

D: Sei famosa per avere composto canzoni su temi importanti e controversi: da dove deriva la tua ispirazione in questo senso?

R: La mia ispirazione viene interamente dalla realtà che ho attorno, specialmente la realtà in Giamaica dove vivo. Io credo che la musica dovrebbe essere la voce di chi non ha voce, il talento è un dono che hai dall’Onnipotente ed il tuo dovere è usarlo al meglio. Credo di essere una lavoratrice sociale per mezzo della mia musica. Cerco di vedere i problemi non solo dal mio punto di vista ma da quello della gente comune che cerca soluzione a questi problemi. Magari c’è gente che non ama il fatto che qualcuno scriva canzoni su alcuni problemi ma l’apprezzamento che ho giorno per giorno mi suggerisce che sto mettendo a frutto il mio talento in modo giusto.

D: Hai avuto un grande successo con ‘Daddy’, una bellissima canzone ed un modo molto poetico di parlare della violenza sessuale che avviene tra le mura di casa…Hai cantato in prima persona ma chi ti ha suggerito la storia? L’esperienza di qualcuno che conosci?…

R: ‘Daddy’ è il risultato di alcune attività benefiche a cui ci dedichiamo da anni io e Tony Rebel e cioè visitare case di assistenza per ragazze o ragazzi abbandonati o centri per bambini abbandonati. Ovunque andavo mi rendevo conto che l’incesto era uno dei motivi che avevano portato le ragazze che incontravo a quella condizione. Alcune di loro erano incinte ed erano state messe incinte dai loro padri. Una istituzione in particolare ospita bambini e ragazzi provenienti da famiglie della media e alta borghesia che subiscono delle violenze, per esempio figli di poliziotti o giudici: l’ospitalità avviene mentre i casi di violenza sono dibattuti in tribunale. Questo per dire che l’incesto è sempre stato un tabu ma queste violenze avvengono anche in famiglie della classe media anche se in questo caso c’è un alone di ipocrisia che ricopre la situazione. Ho pensato anche a questi casi nello scrivere ‘Daddy’ perché l’incesto non avviene soltanto tra i poveri come frutto di una situazione di degrado ed ignoranza…ho cercato un approccio il più sincero possibile…

D: Qual è la reazione o il commento a ‘Daddy’ che ti ricordi maggiormente?

R: Ho avuto molti commenti assai toccanti…tra l’altro ‘Daddy’ era stata bandita dalle radio in Giamaica. Molti deejay radiofonici mi hanno detto che dopo aver suonato la canzone sono stati ripresi dai loro managers. La canzone traccia un ritratto di vittime e carnefici: le vittime vengono esposte ma anche i carnefici vengono messi faccia a faccia con il loro crimine. Alcuni padri che avevano commesso incesto sono venuti a incontrarmi per chiedere a me come avrebbero dovuto rimediare a quello che avevano fatto…
La cosa più toccante però sono i baci e gli abbracci delle tante vittime di incesto che sono venuti da me dicendo ‘Grazie di averne parlato, ci siamo sempre chiesti chi avrebbe parlato di quello che ci è successo…’ Avevo idea che l’incesto fosse un problema serio ma rapportarmi di queste persone mi ha fatto capire che è veramente un problema di enormi proporzioni.

D: Un’altra tua canzone molto toccante, ‘Randy’, parla di persone innocenti uccise nelle strade in Giamaica…

R: Anche con ‘Randy’ la mia volontà era provocare delle reazioni contrastanti: tutto parte dal livello malsano della politica in Giamaica…’Randy’ è l’esperienza tragica delle donne che perdono mariti o figli a causa della violenza nelle comunità povere in Giamaica. Anche in questo caso ho ricevuto molti ringraziamenti per come avevo ritratto la situazione attraverso la canzone anche se non parla direttamente di me, l’importante è ritrarre questo dramma nel vero modo in cui accade per aiutare la gente a trovare una soluzione…nelle mie canzoni parlo di un problema ma cerco sempre di intravedere una soluzione o di suggerirla a chi ascolta.

D: Parliamo del tuo stile vocale: puoi cantare in modo molto dolce ed allo stesso tempo essere molto graffiante come deejay..come hai sviluppato queste tue due facce?

R: Io ho sempre cantato e quando ho incontrato Tony Rebel è successo perché ero una cantante. In seguito sono diventata anche deejay quasi per caso: ho fatto una canzone con Lady G…quando Tony Rebel ha fatto ‘Just friends’ con Swade io e Lady G abbiamo fatto ‘Just mi brethren’. Quando andavo in giro per concerti non c’era Lady G ed io dovevo fare sia la mia parte di cantante che la sua di deejay…quando facevo questa parte di deejay style ho notato che tutti impazzivano letteralmente…Ho capito comunque che potevo trasformarmi da cantante a deejay senza problemi .

D: Puoi parlarmi dei produttori con cui preferisci lavorare?

R: Credo che la figura storica del grande produttore sia in declino in Giamaica. I nuovi produttori vogliono fare musica ma in realtà non capiscono se un ritornello funziona veramente o qual è la tonalità giusta di un brano per essere cantato. Per questo amo affidarmi a produttori esperti come Donovan Germain, Tony Rebel o Sly & Robbie. Per esempio Don Corleon e Shane Brown sono giovani e stanno cercando di lavorare al meglio anche se a volte i loro ritmi diventano un po’ dei cliches e cioè ottengono successo con un buon ritmo e fanno i due o tre successivi troppo simili al primo. Credo che dovrebbero cercare di ripetersi meno: Sly & Robbie per esempio hanno fatto musica per generazioni dopo generazioni senza mai ripetersi più di tanto nelle loro proposte.

D: Il reggae è in un momento di crisi ma per fortuna ci sono ancora artisti come per esempio tu o Tarrus Riley su cui si può sperare per il futuro: su quali nomi investiresti per il futuro della musica giamaicana?

R: E’ difficile per me rispondere a questa domanda: meglio aspettare e vedere che succede perché molto spesso resti colpito dal potenziale di qualche giovane artista, lo segui con delle aspettative che spesso vengono subito disattese. Io credo che la musica sia una missione come la interpretavano o la interpretano personaggi come Bob Marley, Burning Spear o i Culture…I giovani artisti oggi vogliono essere sotto i riflettori o diventare oggetto del desiderio delle ragazze…come ti ho già detto la musica dovrebbe essere la voce di chi non ha speranze e molti nuovi artisti dovrebbero capire questo…

D: Dovrebbero essere più umili?

R: Si, per imparare da chi è umile bisogna essere umili, se non si è umili si perde facilmente il senso delle cose che si fanno…Non sono in grado di dirti nessun nome, non scommetterei nemmeno su me stessa per il futuro del reggae. Si tratta di una lavoro in divenire e spesso i nostri artisti iniziano a pensare di essere diventati grandi come dei e perdono di vista l’umiltà…io cerco di non perdere il contatto con le mie radici e cerco di fare la cosa che ritengo giusta ogni volta che ho l’opportunità di farla…

D: E’ duro riuscirci?

R: No, non è duro: può sembrarlo perché a volte non vedi un riconoscimento immediato ed è per questo che molti giovani artisti cercano subito la strada più veloce al successo. Io credo che la vita sia un viaggio in cui le difficoltà devono generare stimoli ad essere superate ed andare avanti, devi sempre cercare una motivazione e per molti purtroppo la motivazione sono i soldi facili.

D: Una cosa che colpisce il reggae in questo momento di crisi a mio avviso è il fatto che attraverso internet è spesso facile scaricare gratis nuova musica giamaicana che non è ancora in circolazione e questo danneggia gli artisti e i produttori. Questa cosa accade a livello globale ma credo danneggi maggiormente piccole scene indipendenti e senza grossi capitali come per esempio il reggae in Giamaica. Cosa pensi bisognerebbe fare per uscirne?

R: Credo che bisognerebbe creare una squadra con artisti, produttori e radio deejays per lavorare insieme…spesso sono i radio deejays ad essere colpevoli di questa diffusione illegale ed a mascherare dietro le finalità di promozione il fatto di vendere illegalmente il materiale che riescono ad ottenere. Non credo ci sia un metodo per risolvere ciò che non abbia a che fare con il cercare di essere più onesti e barattare i pochi soldi che ottengono lavorando disonestamente con gli onesti guadagni fatti se si lavorasse in accordo con artisti e produttori. Il problema è che spesso gli artisti devono corrompere i deejays per essere suonati alla radio e i deejays credono che questo sia giusto.

D: Da vari anni molti produttori europei creano la loro musica lavorando in Giamaica e coinvolgendo artisti giamaicani e ci sono alcuni esempi di artisti stranieri come per esempio Gentleman e Alborosie che sono stati accettati dalla scena reggae in Giamaica. Credi che questo potrebbe essere importante per migliorare la situazione del reggae?

R: La musica non ha barriere e le persone con la mentalità giusta sono benvenute. Al momento attuale c’è molta gente che cerca di sfruttare gli artisti per ottenere soldi facili: personaggi che si sono trovati un po’ di soldi in tasca e si sono detti ‘ok, adesso sono un produttore’ ed hanno iniziato a registrare canzoni con alcuni artisti e mettono tanti artisti sullo stesso ritmo per una cosa che chiamano ‘Juggling’…non credo ci sia molta sostanza in questo…Alborosie e Gentleman cercano di emulare la grande musica giamaicana ma lo fanno andando alle radici del reggae e questo credo sia importante anche per la preservazione della nostra cultura…molti giovani nel business fanno di tutto per cambiare la nostra cultura musicale, per americanizzarla…come ho già detto è facile sfruttare la musica ma non funziona così ed è per questo che la musica oggi è in declino.

Pier Tosi

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