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Bruno Natal – Dub Echoes (DVD Soul Jazz Records)

luglio 27, 2009

RECENSIONE DVD
dub-echoes

Pubblicato dalla londinese Soul Jazz questo eccellente documentario sul dub è di reperibilità piuttosto semplice anche in Italia. E’ stato girato nel 2007 da una crew brasliana diretta da Bruno Natal tra Kingston, Londra, Washington, New York, Los Angeles ed alcune location brasiliane.

Attraverso una notevole quantità di interviste ‘Dub echoes’ racconta le origini del dub e vuole fortemente sottolineare l’enorme influenza di questa pratica nata negli scalcinati studi giamaicani alla fine degli anni sessanta sulla dance culture moderna e sulla sperimentazione elettronica. Tra gli adepti di King Tubby intervistati da Natal troviamo infatti personaggi piuttosto noti a chi ha seguito gli sviluppi della scena dance elettronica degli ultimi anni ma relativamente estranei alla scena reggae come Audiobullys, Basement Jaxx, Peter Kruder, Thievery Corporation, Congo Natty, 2ManyDJs, Dr. Das di Asian Dub Foundation e svariati altri.

Nella prima parte autorevolissimi storici come Steve Barrow o David Katz ed i grandi produttori giamaicani Bunny Lee e Gussie Clarke raccontano la vera nascita del dub ed il famoso aneddoto dell’errore commesso da Ruddy Redwood che lo ha portato a suonare uno strumentale ad una dancehall con enorme successo. King Tubby è rievocato attraverso alcune immagini tratte dall’archivio di famiglia mentre Lee Perry in persona racconta il suo personale significato del concetto di dub senza esagerare in stranezze come ci si sarebbe aspettato. A questo punto forse due parole sugli altri pionieri del dub non avrebbero sfigurato. Tra i tanti contributi è proprio ‘daddy’ U Roy in persona che racconta il crescere di pari passo del dub e del ‘deejay style’ in Giamaica e la sua esperienza come DJ del King Tubby Hometown Hi Fi Sound System.

All’inizio della seconda parte, contraddistinta visualmente dal girare del disco e dalla partenza della ‘part 2’, ancora David Katz e Roots Manuva raccontano lo step evolutivo che ha portato dal deejay style e dalla cultura dei sound systems alla nascita nei primi anni settanta a New York del rap e di tutta la cultura hip hop. Il regista/deejay (e molto altro…) Don Letts e le eminenze grigie del dub britannico Dennis Bovell e Adrian Sherwood raccontano la grande popolarità del dub negli anni settanta presso i punks a Londra mentre nella parte finale assistiamo tra i contributi di personaggi come Sly & Robbie, Mad Professor, Bill Laswell, Mutabaruka, Lloyd ‘Bullwackie’ Barnes e Neil Perch di Zion Train tra gli altri, arriviamo agli ultimi sviluppi del Drum & Bass e del Dubstep ed alla nascita di una vera e propria armata internazionale del dub sottolineata dai contributi dei dubmasters brasiliani.

‘Dub echoes’ è splendido e molto ben fatto ed imperdibile per gli amanti del dub e della storia del reggae: i vari racconti raccolti arrivano decisamente al punto e spiegano i concetti con grande efficacia e qua e la abbiamo alcuni estratti di dub masters che lavorano in studio o una breve sequenza del Channel One Sound in azione nella classica cornice del carnevale di Notting Hill. La grande forza di ‘Dub echoes’ è nella grande ricchezza di contributi personali sotto forma di interviste che forse però contribuisce a generare il suo limite: l’’editing’ serrato delle interviste va a costituire la quasi totalità del documentario soffocando un po’ l’altro materiale che magari avrebbe contribuito a far capire cosa è il dub. Pensiamo infatti che forse per dare più esempi concreti della musica esaltata dal film sarebbero state utili e suggestive altre scene di dubmasters all’azione in studio a spiegare magari il loro operato, frammenti sonori dagli anni settanta sound systems all’azione, insomma, più pratica di dub ed un po’ meno teoria…

Pier Tosi

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