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I reggae clubs in Italia: il Vibra

October 23, 2007

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Modena non è mai stata una città  importante della scena reggae: fin dai primi pionieristici tempi la roccaforte del reggae in Emilia è sempre stata Bologna anche grazie al costante ed eterogeneo flusso di creatività  garantito dagli studenti fuorisede. Negli ultimi tempi però una esperienza in particolare nella piccola città  emiliana brilla per la grande qualità  delle proposte e cioè quella del Circolo Arci Vibra situato in Via 4 Novembre 40/a. La passione per il reggae ha fatto si che nel 2000 la ‘crew’ del Vibra decidesse di dedicare la serata del venerdì al reggae con la denominazione di ’100% Jamaica’. Read more

Zion Train – Live as one (Universal Egg)

October 11, 2007

zion.jpgZion Train ci hanno conquistati per almeno tre motivi. Il primo è che Neil Perch, l’anima di questo gruppo che sta festeggiando con una attività  frenetica i quindici anni, non perde mai di vista l’idea di una musica che sia militante e abbia sempre ben impressa la carica rivoluzionaria. In questo ha sempre dimostrato di essere vicino come attitudine ai nostri artisti reggae preferiti: non a caso nel 1992 ha scelto come nome del suo gruppo quello di un autentico inno di Bob Marley. La seconda è che nello stesso giorno Perch è stato un brillantissimo uditore alla Reggae University del Rototom Sunsplash 2007 e Zion Train hanno fatto da headliners un concerto eccezionale facendo saltare tutte le dodicimila persone presenti sotto al palco. Il terzo è che sono tornati a settembre con ‘Live as one’, un bellissimo CD che riflette un ottimo stato di forma. In tutti questi anni Zion Train hanno assunto varie sembianze sonore: L’istantanea che ritrae il loro suono del 2007 è un grande equilibrio tra l’innovazione e la tradizione del dub classico che hanno sempre celebrato, un grande equilibrio tra melodia e ritmo senza gli eccessi ‘techno’ che a volte li hanno contraddistinto. Le maestose linee di fiati dei Crispy Horns si insinuano tra i ritmi steppers e gli echi impressi da Perch e si intrecciano con le voci dei vari ospiti e cioè Tippa Irie, YT, il ‘nostro’ Raiz, le fanciulle Lua e Marlene Johnson, il veterano roots Earl Sixteen ed il ‘roccioso’ Dub Dadda sempre al fianco di Perch. Un 10 senza riserve a ‘Live as one’ e la raccomandazione di seguire l’attività  di Zion Train perchè ben presto torneranno in Italia per una serie di concerti invernali nei clubs.

Pier Tosi

in rete: http://www.wobblyweb.com/zt/

Jah Cure: True Reflections, A New Beginning (VP)

October 5, 2007

vp1782.jpgGrazie alla sua cruciale produzione nel biennio 1996-1998 Jah Cure è sicuramente tra i maggiori ispiratori del grande ritorno del roots in Giamaica negli ultimi anni ad opera di una serie di nuovi artisti come I Wayne, Gyptian o Fantan Mojah. Nel 1999 è stato condannato a dodici anni di reclusione per violenza carnale aggravata dall’uso di un’arma: grossi nomi come Capleton, Sizzla, Beres Hammond e Morgan Heritage hanno avviato in Giamaica una campagna per il suo rilascio basata sulla sua presunta innocenza e l’idea che Jah Cure fosse stato vittima di un complotto. A parte le considerazioni morali e giuridiche la sua carriera che sembrava stroncata ha ripreso piede grazie ad una quasi incredibile serie di bellissime canzoni registrate durante la permanenza in carcere. Il fatidico ritorno in libertà  di Jah Cure è avvenuto in anticipo quest’estate (il suo primo concerto ha avuto addirittura luogo in Olanda al Sundance Festival) e questo True Reflections celebra l’evento mettendo insieme i migliori episodi registrati in carcere: con i riferimenti alla vita da recluso ed i propositi di diventare un uomo migliore la ballata che da il titolo al CD è un po’ il perno attorno a cui ruotano episodi memorabili del new roots degli ultimi tempi come Longing For sul sublime Drop Leaf riddim, Dem Nuh Build Great Man in combination con Mojah o la rilassata Jamaica che sembra concepita ad anni luce di distanza da una cella carceraria. La maggior parte dei brani è già  edita su singolo ma la voce di Jah Cure è splendida così come sono elevatissimi i suoi standards compositivi. In True Reflections sono presenti apporti di producers fondamentali come Don Corleon o il team Downsound e vengono evidenziate tutte le caratteristiche del roota reggae del terzo millennio come per esempio il frequente ricorso alla ballata acustica o gli influssi R&B avvertibili in ritmi assai regolari dall’andamento suadente e spesso sospinti dalla chitarra acusticheggiante. Anche se per i patiti del mercato dei singoli non c’è molto di nuovo True Reflections è sicuramente uno dei CD reggae più riusciti di questo 2007 un po’ avaro di emozioni per ciò che riguarda la musica in levare.

Pier Tosi

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