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Barry Chevannes/Axel Klein – La Ganja e i Caraibi (Fuori Luogo)

September 25, 2009

RECENSIONE
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Questo libro segna un passo importante della collaborazione tra il Rototom Sunsplash ed il Forum Droghe e la sua casa editrice Fuori Luogo: in realtà  â€˜La ganja e i Caraibi’ offre ai lettori i due saggi di Axel Klein e Barry Chevannes contenuti nella più articolata raccolta ‘Caribbean drugs. From criminalization to harm reduction’ del 2004.

Entrambi i due saggi evidenziano di come la politica repressiva a livello mondiale abbia fallito nei Caraibi e di come sia in atto una riflessione verso la depenalizzazione: molto spesso le istituzioni repressive hanno agito ciecamente senza considerare la radicazione della coltivazione del consumo di ganja e le sue implicazioni di carattere sociale nelle isole prese in esame. Le azioni repressive non hanno dato risultati su scala mondiale ed hanno colpito perloppiù i coltivatori e cioè figure legate marginalmente ai grossi potentati mondiali della droga che continuano ad operare impuniti ed indisturbati. Molto spesso i coltivatori caraibici sono costretti a ripiegare su questo tipo di attività  a causa del ribasso delle altre colture e la coltivazione della ganja costituisce un settore importante dell’economia e garantisce la sussistenza a migliaia di famiglie.

Piuttosto famoso a livello mondiale per il suo lavoro di antropologo sui Rasta e su altri culti in Giamaica, Barry Chevannes racconta la storia del legame tra Rastafari e l’uso di ganja e il suo forte radicamento nella cultura popolare: l’autore racconta gli sviluppi di uno studio governativo sulla possibile depenalizzazione dell’uso e coltivazione di ganja concludendo che il complesso discorso è da inquadrare in una logica di sviluppo di una realtà  post-coloniale dove certe leggi sono vissute come inutili manifestazioni di potere e non hanno alcuna utilità  rispetto all’armonia sociale.

Klein invece studia sul campo l’impatto sull’economia agricola di St.Vincent della coltivazione di ganja considerando che l’isola ne è la magiore produttrice dellePiccole Antille. L’autore visita sul campo le piantagioni facendosi raccontare dai coltivatori e dalle loro famiglie la loro storia e tutti i dettagli della loro attività . Anche in questo caso si evidenzia il fatto che il passaggio alle coltivazioni di cannabis dipende in larga misura dal crollo del mercato delle banane e di come questo sia un settore chiave nell’economia della piccola isola. ‘La ganja e i Caraibi ‘ da un quadro esauriente delle problematiche trattate: speriamo in futuro appaia nelle nostre librerie anche la traduzione integrale di ‘Caribbean drugs’.

Pier Tosi

Zion Train – Live As One Remixed (Universal Egg)

September 24, 2009

RECENSIONEremixed

L’ultimo CD di Zion Train, ‘Live as one’ uscito nel 2007 è stato un lavoro molto importante per questo notissimo collettivo dedito al dub: l’anno scorso questo disco è stato premiato come miglior album dub addirittura dai Reggae Academy Awards in Giamaica. A due anni di distanza esce ora un bel CD di remixes tratto da ‘Live as one’ come già  era successo per il precedente ‘Original sounds of the Zion’.

Proponendo i loro brani ad una sorta di armata internazionale dell’onda sinusoidale, Zion Train mettono insieme quindici brani che offrono varie interpretazioni di sei brani di ‘Live as one’. Questo significa che il CD non è un duale dub e che alcune tracce, su tutte ‘Baby father’, appaiono anche in versioni multiple mentre la maggior parte dei sedici brani originali non appaiono. Rispecchiando l’etica del gruppo non si privilegiano i nomi illustri ma il talento e l’amicizia: accanto a personaggi noti come Vibronics e Rob Smith di Smith & Mighty abbiamo contributi da tradizioni apparentemente lontane dal dub come Polonia, Brasile, Grecia o Messico. P

er esempio l’Italia ha il compito di aprire il CD con un cut molto meditativo di ‘Why’ ad opera dei friulani Alambic Conspiracy, Madaski rilavora nel suo style in un ‘Dubsync remix’ ‘Baby father’, il torinese De Niro porta in area ‘chill out’ ‘What a situation’ con le voci di Raiz e Tippa Irie ed infine il torinese di Londra Dub Terror tinge di jungle la scatenata ‘Boxes & amps’.

Mentre i primi remixes sono tutti piuttosto tranquilli ed atmosferici quelli nella parte finale intensificano i ritmi: i polacchi Studio As One valorizzano i fiati di ‘Terror talk’ accentuando ii battiti, i messicani BungaloDub utilizzano per ‘Why’ una frenesia ‘big beat’ e l’ultima fermata del CD è ad Ipswich dove Digital & Lutin vanno sulla jungle classica ancora con ‘Terror talk’ con la voce del grande Dubdadda. C’è un grande equlibrio generale tra il rispetto delle atmosfere ed intenzioni originali e lo slancio ‘dubbistico’ dei vari remixers: tutti i brani sono belli e ci dispiace non citarne alcuni. Una menzione speciale va invece per i francesi Brain Damage che si differenziano per essere gli unici ad avere scelto ‘What a situation’ con ottimi esiti ed i loro connazionali Weeding Dub che hanno scelto il ritmo forse più originale del CD per la loro versione di ‘Baby father’.

Pier Tosi

Riaprono sabato 26 settembre il Sottotetto di Bologna ed il Vibra di Modena

September 22, 2009

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Due dei più importanti club del nord Italia di cui il reggae è una consistente parte della programmazione riaprono i battenti sabato prossimo: stiamo parlando del Vibra di Modena e del Sottotetto di Bologna. Entrambi i locali riaprono in grande stile: al Vibra abbiamo Villa Ada Posse in concerto supportata dai Roots In The Sky e seguita dalle selezioni di Hashishimmia mentre al Sottotetto è di scena David Rodigan. Read more

Nuovo video di Tarrus Riley tratto dal nuovo CD

September 22, 2009

tarrus(Tarrus Riley al Sunsplash 2008. foto Luca Sgamellotti)

Vi abbiamo già  segnalato e recensito ‘Contagious’, il nuovo bellissimo disco di Tarrus Riley, uno dei migliori artisti usciti dal panorama giamaicano degli ultimi anni. Ora è la volta di segnalarvi il nuovo video di ‘Love contagious’, la traccia sulla version di ‘Coming in from the cold’ di Bob Marley. Nel video che potete vedere a questo link abbiamo una strana epidemia che si diffonde nell’aria…

Sugar Riddim (Special Delivery)

September 21, 2009

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In questo momento di crisi preoccupante le etichette europee mostrano come è logico di avere maggiori possibilità  di quelle giamaicane: la parigina Special Delivery ci ha abituati molto bene negli ultimi tempi con ottima musica perloppiù su ritmi one drop e con un ottimo parco artisti sia giamaicani che europei. Un ottimo esempio di ciò è la compilation ‘Finest Delivery volume 2′ uscita prima dell’estate con anche alcuni dei brani di cui parliamo in questa recensione.

Questo Sugar riddim è un ritmo molto tranquillo e raffinato e si apre con un evocativo arpeggio di chitarra: conocevamo già  ‘Girl I’m gonna leave you’ di Ziggi vista la sua presenza nell’ottimo ‘In transit’, l’ultimo bellissimo CD dell’artista olandese. Qui si parla di porre fine ad una relazione travagliata e Ziggi canta in modo molto partecipato dando alla tune un tocco di malinconia. A parte la dolcissima ‘The herb’ di Oba Simba tutte le tracce sono di argomento affettivo. Lyricson torna con la sua ‘Glad you’re mine’ abbastanza in sintonia con le melodie di Ziggi mentre un approccio più peculiare arriva da Peter Morgan, il cantante dei Morgan Heritage e quindi un grande vocalist che lascia sempre il segno e anche stavolta con ‘It’s love’ non si smentisce affatto.

Tra i giamaicani anche Demarco ci offre una ballad sentimentale con reminiscenze di r&b di classe alla John Legend assolutamente eccellente ed infine anche Million Stylez mostra la sua ulteriore maturazione con una delle sue ultime tunes migliori. Non stiamo parlando di brani che incendieranno la dancehall ma comunque di brani di qualità  magari più adatti all’ascolto ed a passaggi radiofonici. Complimenti comunque a Special Delivery che continua a distinguersi con musica assolutamente di classe.

Demarco – It’s OK
Lyricson – Glad You Be Mine
Million Stylez – Me & You
Oba Simba – The Herb
Peter Morgan – It’s Love
Ziggi – I’m Gonna Leave You

Pier Tosi

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