Groundation – Here I Am (Young Tree)
November 2, 2009
In otto CD i californiani Groundation sono diventati un oggetto di culto planetario riscuotendo un grande successo e tutto ciò senza l’ausilio dei capitali di una major ma esclusivamente attraverso la genuinità della loro musica e l’utilizzo mirato della rete che per loro è stata una enorme cassa di risonanza. Nelle loro quattro partecipazioni consecutive al Rototom Sunsplash hanno visto l’interesse del pubblico crescere e crescere fino al concerto di quest’anno da headliners davanti ad una folla che mostrava di conoscere molto bene il loro stile e la loro discografia.
Questo nuovo ‘Here I am’ è l’ennesimo loro frutto di un grande momento di maturità espressiva e mostra tutti i loro tratti stilistici ancora più affinati e sviluppati. L’apertura per esempio è maestosa con ‘Run the plan’ aperta da una lunga intro dal beat quasi funky con suggestivi intrecci di tastiere: nel suo sviluppo poi la traccia prosegue con l’incedere lento di tante pagine di roots reggae classico ma con una inquietudine ed una tensione molto tipiche della musica dei Groundation anche grazie al particolarissimo stile vocale di Harrison Stafford ed ad un azzeccatissimo arrangiamento di fiati.
Come sempre in tutti i brani del disco i Groundation mostrano il perfetto equlibrio delle grandi rooots band ma anche una grande qualità negli assoli ed un interplay di stampo jazzistico. In evidenza è anche l’ottimo lavoro delle cantanti Kim Pommell e Stephanie Wallace ad affiancare Harrison e l’utilizzo notevole della sezione fiati. Ancora una volta il gruppo della Bay Area collabora con i miti del roots giamaicano ospitando il percussionista Uziah ‘Sticky’ Thompson, Cedric Myton dei Congos e Pablo Moses. Sicuramente il brano dove è più evidente il loro apporto è ‘Time come’, riscaldata da purissime armonie vocali, mentre la title track è un lento e sinuoso saggio della poetica Groundation con un ritornello incisivo ed ottimi assoli di fiati e tastiere. ‘Here I am’ è un nuovo capolavoro della band americana: per chi li apprezza già è un ascolto praticamente obbligatorio e per chi non li conosce un ottimo punto di partenza per entrare nel loro mondo.
Pier Tosi






