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Reggae Film Festival al Rototom Sunsplash!

July 30, 2010

A partire dal 1972, quando “The harder they come”, primo lungometraggio di produzione giamaicana, ha rivelato al mondo il reggae con la sua colonna sonora, è stato girato un numero sempre maggiore di film che riguardano la cultura della musica reggae giamaicana. Questi “Film Reggae” sono stati poi raccolti per il primo REGGAE FILM FESTIVAL di sempre, a Kingston nel febbraio 2008 durante il Reggae Month.

L’evento era stato creato grazie alla collaborazione tra la regista giamaicana ed organizzatrice del film festival BARBARA BLAKE HANNAH e l’archivista cinematografico britannico PETER GITTINS, della REGGAE FILMS UK, con il sostegno da parte di sponsor privati e da parte del Ministero della Cultura Giamaicana. Sedici tra lungometraggi e film sono stato proiettati, provenienti da Spagna, Germania, Argentina, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, al termine dei quali 6 pionieri cinematografici giamaicani sono stati designati per dirigere la Jamaica Film Academy , dedicata proprio agli obiettivi dell’industria cinematografica giamaicana. Read more

Gusto Dopa Al Sole 2010!

July 30, 2010

Dieci edizioni di grande reggae music in Salento, la terra dove il reggae in Italia brucia più che in ogni altro luogo: questa è la storia del festival Gusto Dopa Al Sole che ritorna per l’undicesima volta da martedì 11 agosto a sabato 14 agosto nella location che lo ospita dallo scorso anno e cioè l’ Aeroporto Lepore di San Cataldo (LE) a pochi chilometri da Lecce. Come al solito la line-up è assai succulenta: saranno in azione tra gli altri al Gusto Dopa Al Sole Alborosie, Sean Paul, Barrington Levi, Steel Pulse, Mister Vegas, Gentleman e Alaine. Read more

Sardinia Reggae Festival

July 30, 2010

E’ iniziato ieri sera e andrà  avanti fino a martedì 2 agosto a Banari (SS) il Sardinia Reggae Festival, il maggior festival reggae sardo arrivato quest’anno alla terza edizione. L’attenzione della manifestazione è sopratutto per il roots reggae e le sue sfaccettature e la notevole line-up vede in azione tra gli altri Michael Prophet, Alborosie, Treble, Boomdabash, Misty In Roots, Mellow Mood, Arrokibi Roots e YT. Anche le roots dances che seguono i concerti vedono in azione grandi protagonisti tra cui citiamo Sandeeno, Saxon Sound e Dubmatix. Read more

Romain Virgo – Romain Virgo (VP)

July 29, 2010

A soli venti anni Romain Virgo è uno dei maggiori talenti emergenti in Giamaica: a diciassette anni nel 2007 aveva vinto in patria il contest televisivo Digicell Rising Stars, una sorta di versione giamaicana di X-Factor. Oltre a questa esposizione mediatica Romain ha registrato vari singoli quasi tutti per la Penthouse di Donovan Germain, il più importante dei quali, ‘Me caan sleep’, è stato un buon hit un po’ ovunque ed è giustamente la prima traccia di questo CD.

Se non l’avete mai sentito, Romain è un cantante di note con una voce molto fresca con qualcosa che può ricordare Sanchez, una buona estensione vocale ed a giudicare dalle quindici canzoni qui presenti anche buone doti di autore. Germain è produttore di dieci delle quindici tracce mentre le restanti tracce sono prodotte da Darwin ed Omar Brown, Dayan Foster e Shane Brown. Romain non è quello che si può definire un artista ‘conscious’ anche se ha un ottimo talento come scrittore di ‘reality lyrics’: ‘Mi caan sleep’ per esempio vede la sua atmosfera gioiosa contrastare con il tema della violenza nelle strade ed i colpi di pistola che ti tengono sveglio la notte a Kingston.

Lo stesso argomento è trattato nella potente ‘Murderer’ in cui si invoca l’intervento divino contro i malvagi. Romain va alla grande anche nelle love song: ‘Love doctor’ riprende il ritmo di ‘Lioness on the rise’ di Queen Ifrica con effetti notevoli e quel tocco di impertinenza che non guasta, ‘Dark skin girl’ è un dolcissimo omaggio alle donne nere giamaicane e probabilmente avrà  procurato a questo ragazzo molti consensi. L’amara ‘As the money done’ racconta di ragazze più interessate al conto in banca che a particolari doti amatorie o affettive mentre la nostra preferita ‘Wanna go home’ ha un incedere da reggae anni settanta ed un ritornello irresistibile sulla nostalgia della persona amata.

L’unico contributo di Shane Brown di ‘Live mi life’ ricorda molto ’54-46’ di Toots & Maytals ed ancora una volta vede Romain alla grande in una prestazione vocale maiuscola. La toccante ‘Who feels it knows it’ ha come efficacissima ospite Etana mentre la ballatona finale ‘I’m doing good’ vede Cameal Davis affiancarsi a Romain. Nell’insieme il CD è freschissimo e molto adatto all’estate che stiamo vivendo: questo debutto era assai atteso e ci sembra che questo giovanissimo talento lo abbia messo a frutto nel migliore dei modi.

Pier Tosi

Stasha Bader – Rocksteady: The Roots of Reggae (HesseGreutert Film/Muse Ent.)

July 28, 2010

Situato tra lo ska e la nascita del reggae vero e proprio nel biennio 1966-1968, il rocksteady è stato nella storia della musica giamaicana un’autentica fiammata di passione e stile ed ha posto le basi per molti degli sviluppi futuri. In qualsiasi altra tradizione musicale i protagonisti di questo momento leggendario sarebbero ricompensati adeguatamente ma la vita in Giamaica è dura, la memoria della propria storia musicale è notoriamente molto corta sull’isola e molte glorie del passato vivono di stenti o muoiono prematuramente se non hanno avuto l’accortezza di cercare fortuna all’estero.

Il regista svizzero Stasha Bader cerca quindi di fissare la memoria mettendo in scena un fulgido tributo alle immortali melodie del rocksteady attraverso la reunion di un team di straordinari quanto attempati musicisti e cantanti nella bellissima cornice dei Tuff Gong Studios dove si registrano nuove versioni di una decina abbondante di classici. Il compito di narratore spetta al volto segnato di Stranger Cole, un grande protagonista della storia del reggae che raccontandosi traccia anche un quadro emozionante dei legami tra musica e cultura popolare nell’isola del reggae.

Pur vagando nelle strade della Giamaica attuale ‘Rocksteady’ fa di tutto per rievocare luoghi ed atmosfere che non esistono più evitando i SUV, le antenne paraboliche o i telefoni cellulari e soffermandosi su gesti lenti e su luoghi dimenticati dove regna la patina del tempo: per esempio sono arrugginite le sedie del grande teatro all’aperto sul cui palco si trovano Skully Simms, Hux Brown e Derrick Morgan per una commovente versione acustica di ‘Tougher than tough’ mentre altrettanto commovente è il momento in cui Hopeton Lewis si riunisce con la sua comunità  originaria in una chiesina del country giamaicano dove scalda i cuori cantando un reggae-gospel ed abbracciando i suoi amici di infanzia.

In un altro momento impagabile lo stesso Stranger Cole con il pianista e cantante Gladdy Anderson incontra gli attuali studenti della Alpha Boys School dove lui stesso aveva studiato intonando con loro ‘Love me today’. Judy Mowatt e Marcia Griffiths invece mettono in scena un incontro casalingo in cui ricordare i tempi andati anche grazie ad una collezione di vecchie foto.

Anche le riprese in studio hanno momenti straordinari: Ken Boothe dirige solennemente la band mentre canta ‘Shantytown’ del compianto Desmond Dekker, un Leroy Sibbles in grande forma fa uscire l’anima con ‘Equal rights’ dei suoi Heptones e U Roy guida le danze con grande maestria cantando la sua versione di ‘Stop that train’. Ovviamente potremmo continuare ancora per molto ma è il momento di finire la recensione: Bader fa un ottimo lavoro sull’onda dell’emozione e per noi maniaci del vecchio suono giamaicano è stupendo vedere personaggi come Ernest Ranglin, Jackie Jackson, Gladdy Anderson o Lloyd Parks abbracciarsi, ballare al ritmo del rock steady o provare le canzoni prima di registrare. Assolutamente consigliato!!!

Pier Tosi

- Recensione CD ‘Rocksteady: The roots of reggae’
– Sito ufficiale del film
-Trailer del film da Youtube

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