Slim Smith – Born To Love (Studio One)
August 5, 2010
Slim Smith è stato un grandissimo cantante dell’era dallo ska all’early reggae ed una specie di angelo caduto: molti appassionati e collezionisti si domandano cosa sarebbe successo alla storia del reggae se Slim non fosse morto dissanguato a soli venticinque anni in circostanze oscure al culmine di problemi psichici che lo avevano visto affrontare il ricovero all’ospedale Bellevue, lo stesso dove qualche anno prima era morto Don Drummond.
Anche le cronache della sua carriera testimoniano la sua inquietudine: a soli quattordici anni è un membro della Victors Youth Band, poi contribuisce a formare ed a portare al successo i Techniques, uno dei più grandi gruppi vocali dell’epoca del rock steady. Abbandonato questo gruppo cerca fortuna in Canada, poi torna in Giamaica per una parentesi solista a Studio One al termine della quale forma gli Uniques con cui ottiene nuovamente grande successo.
Al momento della crisi che lo porterà alla morte l’erratico Slim ha lasciato gli Uniques per diventare un cantante solista alla corte di Bunny Lee, il produttore dei grandi successi degli Uniques. Questo ‘Born to love’ in realtà esce postumo nel 1973 e raccoglie dieci canzoni registrate per Coxsone Dodd tra il 1966 ed il 1968 testimoniando anche il passaggio tra le ultime forme di ska ed il rock steady classico. Pesantemente influenzato sia nella voce che nelle melodie da Curtis Mayfield , Slim Smith è sempre in bilico tra grande carica soul e ineccepibile pulizia formale accompagnato dai suoni scarni ma efficacissimi della band di Studio One.
Ascoltando questa musica si capisce molto bene l’influenza dei gruppi vocali soul sui sensazionali arrangiamenti vocali che quasi tutte le tracce hanno. Almeno cinque brani sono clamorosi pezzi di storia del reggae: la mostruosa ‘Born to love’ in apertura, la prima versione del 1966 di ‘You don’t care’ ripresa poi poco dopo con i Techniques a Treasure Isle, la irresistibile ‘Rougher yet’ e le altrettanto notevoli ‘Never let go’ e ‘Keep that light’.
In termini storici alcune di queste canzoni sono gli originali di ritmi dancehall assai celebrati in futuro: proprio a Studio One Lone Ranger riprenderà ‘Never let go’ per la sua ‘The answer’ che diverrà uno dei più amati ritmi dancehall degli anni ottanta e non solo. Sempre il Ranger Solitario userà ‘Rougher yet’ per il mega-hit dell’’81 ‘Love bump’ e ‘You don’t care’ per ‘Barnabas Collins’. Questo disco testimonia una parte importante dell’esteso catalogo di Slim Smith, artista sofferto quanto prolifico: chiudiamo citando ‘The new boss’ tra i brani migliori che ancora sanno di ska e purtroppo l’assenza di un altro capolavoro uscito solo su singolo come ‘Hip hug’.
Pier Tosi
Queen Ifrica
August 5, 2010
(Queen Ifrica al Sunsplash: foto Luca Sgamellotti)
Con il suo stile conscious e la sua versatilità che la fa passare da dolci melodie a super-energetiche prestazioni da deejay Queen Ifrica è senz’altro una delle nostre artiste preferite: non è più giovanissima e sta raccogliendo i frutti del suo talento. Dopo il debutto in CD con ‘Fyah muma’ uscito solamente sul mercato giamaicano la VP ha pubblicato lo scorso anno il magnifico ‘Montego Bay’, uno dei CD migliori del 2009. Ifrica tornerà con il suo mentore Tony Rebel al Rototom Sunsplash nella sua prima edizione spagnola. In questa intervista esclusiva ci racconta la sua vita e la sua ispirazione:
D: Hai chiamato il tuo CD ‘Montego Bay’: è quella la tua città di provenienza?
R: Si, sono cresciuta a Montego Bay ed è la città dove ho sviluppato la mia fede Rasta. Ho pensato fosse giusto pagare tributo alle mie origini.
D: Sappiamo che Montego Bay è più legata alla tradizione turistica che non alla scena giamaicana che è perloppiù legata a Kingston: ci sono a Mobay dei sounds o dei concerti dal vivo?
R: Ovviamente c’è il Reggae Sumfest, il grande festival dei big ma la scena locale non è abbastanza sviluppata…Voglio dirti che la popolazione di Mobay non ha quasi nessun beneficio dal turismo dei grossi alberghi e questo è l’argomento della mia canzone ‘Montego Bay’. A poche decine di metri da questi lussuosissimi resorts ci sono comunità molto povere…Bisognerebbe che anche loro beneficiassero del turismo della città …
D: Come hai preso coscienza di Rastafari? Sei cresciuta in un ambiente Rasta?
R: Sono stata introdotta a Rastafari all’età di nove anni da mia madre quando sono andata a vivere con lei a Montego Bay. Da quell’età ho vissuto in una comunità molto legata a Rastafari quindi i primi contatti con questa mistica risalgono a quel periodo.
D: E come sei stata coinvolta dalla musica?
R: Sicuramente il fatto che mio padre sia il leggendario artista ska Derrick Morgan ha giocato una parte importante ma devo dirti di avere sempre cantato e di avere sempre vissuto in mezzo alla musica ma ho iniziato a farlo professionalmente dopo aver incontrato Tony Rebel nel 1998 ad un concerto a Mobay…
D: Quali sono le tue principali influenze ?
R: La mia principale influenza è sicuramente quella di Garnett Silk perchà© ho sempre amato il suo modo di cantare. Un’altra influenza importante è quella di Tony Rebel a cui devo molto perchà© mi ha introdotto nell’industria musicale. E’ stato quasi inevitabile diventare un’artista in campo musicale visto l’enorme stimolo che mi ha dato la figura di Garnett Silk ed il suo modo di esprimersi.
D: L’hai mai conosciuto?
R: No, ho visto molti suoi shows ed ero ancora molto giovane ma non l’ho mai realmente conosciuto ed incontrato…
D: Sei famosa per avere composto canzoni su temi importanti e controversi: da dove deriva la tua ispirazione in questo senso?
R: La mia ispirazione viene interamente dalla realtà che ho attorno, specialmente la realtà in Giamaica dove vivo. Io credo che la musica dovrebbe essere la voce di chi non ha voce, il talento è un dono che hai dall’Onnipotente ed il tuo dovere è usarlo al meglio. Credo di essere una lavoratrice sociale per mezzo della mia musica. Cerco di vedere i problemi non solo dal mio punto di vista ma da quello della gente comune che cerca soluzione a questi problemi. Magari c’è gente che non ama il fatto che qualcuno scriva canzoni su alcuni problemi ma l’apprezzamento che ho giorno per giorno mi suggerisce che sto mettendo a frutto il mio talento in modo giusto.
D: Hai avuto un grande successo con ‘Daddy’, una bellissima canzone ed un modo molto poetico di parlare della violenza sessuale che avviene tra le mura di casa…Hai cantato in prima persona ma chi ti ha suggerito la storia? L’esperienza di qualcuno che conosci?…
R: ‘Daddy’ è il risultato di alcune attività benefiche a cui ci dedichiamo da anni io e Tony Rebel e cioè visitare case di assistenza per ragazze o ragazzi abbandonati o centri per bambini abbandonati. Ovunque andavo mi rendevo conto che l’incesto era uno dei motivi che avevano portato le ragazze che incontravo a quella condizione. Alcune di loro erano incinte ed erano state messe incinte dai loro padri. Una istituzione in particolare ospita bambini e ragazzi provenienti da famiglie della media e alta borghesia che subiscono delle violenze, per esempio figli di poliziotti o giudici: l’ospitalità avviene mentre i casi di violenza sono dibattuti in tribunale. Questo per dire che l’incesto è sempre stato un tabu ma queste violenze avvengono anche in famiglie della classe media anche se in questo caso c’è un alone di ipocrisia che ricopre la situazione. Ho pensato anche a questi casi nello scrivere ‘Daddy’ perchà© l’incesto non avviene soltanto tra i poveri come frutto di una situazione di degrado ed ignoranza…ho cercato un approccio il più sincero possibile…
D: Qual è la reazione o il commento a ‘Daddy’ che ti ricordi maggiormente?
R: Ho avuto molti commenti assai toccanti…tra l’altro ‘Daddy’ era stata bandita dalle radio in Giamaica. Molti deejay radiofonici mi hanno detto che dopo aver suonato la canzone sono stati ripresi dai loro managers. La canzone traccia un ritratto di vittime e carnefici: le vittime vengono esposte ma anche i carnefici vengono messi faccia a faccia con il loro crimine. Alcuni padri che avevano commesso incesto sono venuti a incontrarmi per chiedere a me come avrebbero dovuto rimediare a quello che avevano fatto…
La cosa più toccante però sono i baci e gli abbracci delle tante vittime di incesto che sono venuti da me dicendo ‘Grazie di averne parlato, ci siamo sempre chiesti chi avrebbe parlato di quello che ci è successo…’ Avevo idea che l’incesto fosse un problema serio ma rapportarmi di queste persone mi ha fatto capire che è veramente un problema di enormi proporzioni.
D: Un’altra tua canzone molto toccante, ‘Randy’, parla di persone innocenti uccise nelle strade in Giamaica…
R: Anche con ‘Randy’ la mia volontà era provocare delle reazioni contrastanti: tutto parte dal livello malsano della politica in Giamaica…’Randy’ è l’esperienza tragica delle donne che perdono mariti o figli a causa della violenza nelle comunità povere in Giamaica. Anche in questo caso ho ricevuto molti ringraziamenti per come avevo ritratto la situazione attraverso la canzone anche se non parla direttamente di me, l’importante è ritrarre questo dramma nel vero modo in cui accade per aiutare la gente a trovare una soluzione…nelle mie canzoni parlo di un problema ma cerco sempre di intravedere una soluzione o di suggerirla a chi ascolta.
D: Parliamo del tuo stile vocale: puoi cantare in modo molto dolce ed allo stesso tempo essere molto graffiante come deejay..come hai sviluppato queste tue due facce?
R: Io ho sempre cantato e quando ho incontrato Tony Rebel è successo perchà© ero una cantante. In seguito sono diventata anche deejay quasi per caso: ho fatto una canzone con Lady G…quando Tony Rebel ha fatto ‘Just friends’ con Swade io e Lady G abbiamo fatto ‘Just mi brethren’. Quando andavo in giro per concerti non c’era Lady G ed io dovevo fare sia la mia parte di cantante che la sua di deejay…quando facevo questa parte di deejay style ho notato che tutti impazzivano letteralmente…Ho capito comunque che potevo trasformarmi da cantante a deejay senza problemi .
D: Puoi parlarmi dei produttori con cui preferisci lavorare?
R: Credo che la figura storica del grande produttore sia in declino in Giamaica. I nuovi produttori vogliono fare musica ma in realtà non capiscono se un ritornello funziona veramente o qual è la tonalità giusta di un brano per essere cantato. Per questo amo affidarmi a produttori esperti come Donovan Germain, Tony Rebel o Sly & Robbie. Per esempio Don Corleon e Shane Brown sono giovani e stanno cercando di lavorare al meglio anche se a volte i loro ritmi diventano un po’ dei cliches e cioè ottengono successo con un buon ritmo e fanno i due o tre successivi troppo simili al primo. Credo che dovrebbero cercare di ripetersi meno: Sly & Robbie per esempio hanno fatto musica per generazioni dopo generazioni senza mai ripetersi più di tanto nelle loro proposte.
D: Il reggae è in un momento di crisi ma per fortuna ci sono ancora artisti come per esempio tu o Tarrus Riley su cui si può sperare per il futuro: su quali nomi investiresti per il futuro della musica giamaicana?
R: E’ difficile per me rispondere a questa domanda: meglio aspettare e vedere che succede perchà© molto spesso resti colpito dal potenziale di qualche giovane artista, lo segui con delle aspettative che spesso vengono subito disattese. Io credo che la musica sia una missione come la interpretavano o la interpretano personaggi come Bob Marley, Burning Spear o i Culture…I giovani artisti oggi vogliono essere sotto i riflettori o diventare oggetto del desiderio delle ragazze…come ti ho già detto la musica dovrebbe essere la voce di chi non ha speranze e molti nuovi artisti dovrebbero capire questo…
D: Dovrebbero essere più umili?
R: Si, per imparare da chi è umile bisogna essere umili, se non si è umili si perde facilmente il senso delle cose che si fanno…Non sono in grado di dirti nessun nome, non scommetterei nemmeno su me stessa per il futuro del reggae. Si tratta di una lavoro in divenire e spesso i nostri artisti iniziano a pensare di essere diventati grandi come dei e perdono di vista l’umiltà …io cerco di non perdere il contatto con le mie radici e cerco di fare la cosa che ritengo giusta ogni volta che ho l’opportunità di farla…
D: E’ duro riuscirci?
R: No, non è duro: può sembrarlo perchà© a volte non vedi un riconoscimento immediato ed è per questo che molti giovani artisti cercano subito la strada più veloce al successo. Io credo che la vita sia un viaggio in cui le difficoltà devono generare stimoli ad essere superate ed andare avanti, devi sempre cercare una motivazione e per molti purtroppo la motivazione sono i soldi facili.
D: Una cosa che colpisce il reggae in questo momento di crisi a mio avviso è il fatto che attraverso internet è spesso facile scaricare gratis nuova musica giamaicana che non è ancora in circolazione e questo danneggia gli artisti e i produttori. Questa cosa accade a livello globale ma credo danneggi maggiormente piccole scene indipendenti e senza grossi capitali come per esempio il reggae in Giamaica. Cosa pensi bisognerebbe fare per uscirne?
R: Credo che bisognerebbe creare una squadra con artisti, produttori e radio deejays per lavorare insieme…spesso sono i radio deejays ad essere colpevoli di questa diffusione illegale ed a mascherare dietro le finalità di promozione il fatto di vendere illegalmente il materiale che riescono ad ottenere. Non credo ci sia un metodo per risolvere ciò che non abbia a che fare con il cercare di essere più onesti e barattare i pochi soldi che ottengono lavorando disonestamente con gli onesti guadagni fatti se si lavorasse in accordo con artisti e produttori. Il problema è che spesso gli artisti devono corrompere i deejays per essere suonati alla radio e i deejays credono che questo sia giusto.
D: Da vari anni molti produttori europei creano la loro musica lavorando in Giamaica e coinvolgendo artisti giamaicani e ci sono alcuni esempi di artisti stranieri come per esempio Gentleman e Alborosie che sono stati accettati dalla scena reggae in Giamaica. Credi che questo potrebbe essere importante per migliorare la situazione del reggae?
R: La musica non ha barriere e le persone con la mentalità giusta sono benvenute. Al momento attuale c’è molta gente che cerca di sfruttare gli artisti per ottenere soldi facili: personaggi che si sono trovati un po’ di soldi in tasca e si sono detti ‘ok, adesso sono un produttore’ ed hanno iniziato a registrare canzoni con alcuni artisti e mettono tanti artisti sullo stesso ritmo per una cosa che chiamano ‘Juggling’…non credo ci sia molta sostanza in questo…Alborosie e Gentleman cercano di emulare la grande musica giamaicana ma lo fanno andando alle radici del reggae e questo credo sia importante anche per la preservazione della nostra cultura…molti giovani nel business fanno di tutto per cambiare la nostra cultura musicale, per americanizzarla…come ho già detto è facile sfruttare la musica ma non funziona così ed è per questo che la musica oggi è in declino.
Pier Tosi
Dutty Romance Riddim (Macro Beats)
August 3, 2010
Ecco un’anteprima del prossimo riddim di Macro Marco disponibile presto in free download. Si tratta di un ritmo molto moderno con sonorità tratte dall’R&B ed un grande equilibrio tra ritmo, melodia ed orecchiabilità , un rtimo sicuramente assimilabile anche da ascoltatori non maniaci di dancehall o new roots. Tutte le tunes fanno parte della popolarissima categoria delle ‘girls tunes’ e sono molto adatte al periodo estivo che stiamo vivendo. Non sappiamo se ci saranno altri cuts ma per il momento ve ne presentiamo tre: Million Stylez con ‘Summertime’ è alla ricerca dell’amore estivo ad alto tasso carnale a cui si riferisce il nome del ritmo e lancia una ‘punchline’ mielosa ed irresistibile ma parti anche più decise. Brusco duetta in patois con Konshens con ottimi esiti in ‘She wants me’ proseguendo la vena delle sue ultime tracce che pare stiano andando molto bene in Giamaica ad Irie FM.
Gappy Ranks rivolge i pensieri proibiti alla ragazza della porta accanto in ‘Girl next door’ in un’altra apoteosi di orecchiabilità . Molto consigliato a chi ama le ultime tendenze della musica giamaicana e un po’ meno a chi non sopporta più i vari effettini sulla voce che continuano a spopolare in ambito R&B e dancehall…
Gappy Ranks – Girl Next Door
Brusco/Konshens – She Wants Me
Million Stylez – Summertime
La storia del reggae in Puglia in un documentario
August 3, 2010
Giovedì 5 agosto al Maxicinema Andromeda di Brindisi andrà in scena la prima assoluta di ‘Rockman’, il documentario tratto dal regista Mattia Epifani e dal suo autore Tommaso Manfredi dal libro dedicato alla nascita e sviluppo del reggae in Puglia ‘Dai Caraibi al Salento’ uscito nel 2008. Nel film tra l’altro si narra la storia del pioniere Militant P, l’uomo che ha creato un ponte tra la scena reggae di Bari ed il Salento dando un grande contributo alla nascita dei Sud Sound System. Read more
Maikal X – Genesis (Rock ‘N Vibes)
August 3, 2010
Dopo l’accettazione generale di Gentleman in Giamaica e la internazionalizzazione della scena reggae giamaicana ci sono ormai svariati artisti europei in grado di mantenere standards qualitativi piuttosto alti con lo sguardo rivolto agli stili del reggae giamaicano odierno. Maikal X è olandese di sangue caraibico (suo padre è della Guyana e sua madre di Curacao) ed ha militato per vari anni nel gruppo hip hop più popolare del suo paese, The Postmen.
Lasciato questo gruppo nel 2004 ha intrapreso la carriera di cantante reggae accasandosi nella stessa etichetta di Ziggi, la Rock ‘N Vibes. Dopo aver pubblicato vari singoli questo ‘Genesis’ è il suo debutto su CD veramente coi fiocchi: l’ottima ‘The best in you’ in apertura mostra la forza espressiva di questo cantante mentre anche come traccia finale si è scelta una canzone importante e cioè ‘The warning’. In entrambi i casi siamo alle prese con due esempi di bel reggae moderno con accordi in minore ed una ottima prestazione vocale.
Il cantante solista di Morgan Heritage Peter è il primo ospite in ‘We know why’, un deciso guizzo new roots con le due voci in grande equilibrio. A tratti è avvertibile nella voce di Maikal l’influenza di Luciano e The Messenger in persona fornisce una preziosa apparizione in duetto con l’olandese in ‘Give thanks’, traccia roots vitale arricchita dal sax di Dean Fraser. All’ultimo ospite, la giovane cantante giamaicana Irie Love, è dedicato un duetto che figura come uno dei brani più dinamici di ‘Genesis’.
Le esperienze giamaicane hanno portato Mykal X alla corte di Don Corleon e non poteva quindi mancare ‘Bear with me’ prodotta dal talentuoso giamaicano sul suo Changes riddim. L’ispirazione ed il talento di Mykal si dispiegano tra canzoni d’amore come la ballata ‘Darlin’ o la grande energia di ‘Here she comes’, vigorose roots tunes come ‘Born to die’ o reality tunes di classe come ‘Today becomes tomorrow’. La produzione di Berteaud ‘Mr. Rude’ Fleming è assolutamente all’altezza e mette in evidenza le grandi doti di un artista di cui ssperiamo di sentire parlare parecchio nei prossimi anni.
Pier Tosi









