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Gappy Ranks – Put The Stereo On (Greensleeves)

September 8, 2010

Una caratteristica della scena reggae inglese è sempre stata quella di generare trends musicali o artisti molto legati allo stile di vita delle comunità caraibiche del paese: il grande affetto che un ricco sottobosco di sound systems, radio più o meno legali e migliaia di appassionati dimostrava alla sua musica spesso costituiva una marcia in più nella conquista al grande successo planetario.

Il giovane Gappy Ranks è uno dei più recenti prodotti di questa scuola grazie al buon esito lo scorso anno del singolo ‘Heaven in your eyes’ prodotto dalla famiglia Peckings su una eccellente resa del ritmo di ‘Soul rebel’ dei Wailers. Gappy è molto versatile e spazia da un robusto deejay style con influssi dai maestri del passato ad un approccio più melodico di un cantato purtroppo a nostro avviso un po’ troppo ‘storpiato’ in questo lavoro dall’ormai insopportabile autotune.

Grazie alla supervisione dei fratelli Peckings, specializzati in do-overs su ritmi dal passato del reggae, ‘Put the stereo on’ mantiene saldi i legami con la tradizione partendo dalla swingante title track con Gappy che paga tributo a Studio One cavalcando con classe il ritmo originale di ‘Hot milk’ di Jackie Mittoo. ‘Heaven in your eyes’ non poteva mancare ed è ‘doppiata’ in chiusura dalla cover di ‘Soul rebel’ con un duetto cantante-deejay in cui Nerious Joseph canta le liriche originali.

‘Pumpkin belly’ ha un ritmo ‘old style’ che ricorda ‘54-46’ e Gappy che ruggisce facendo supporre che il suo nome d’arte gli arrivi da un debito stilistico con Shabba. Le uniche due tracce non prodotte dai Peckings sono la dolce ‘A little understanding’ prodotta dalla Stingray e ‘Heavy load’ prodotta da Frenchie sul ritmo di ‘Creation rebel’ di Johnny Clarke e già nota per essere uscita su singolo: questi due apporti comunque sono in perfetta sintonia con il sapore ‘old style’ di cui vi abbiamo parlato.

Ultimamente Gappy è molto prolifico anche su ritmi moderni ma la scelta di questo ‘Put the stereo on’ è quella di un lavoro omogeneo con solo dodici tracce abbastanza ben amalgamate per un totale poco sopra i quaranta minuti anche se forse si sarebbe potuto aggiungere qualche traccia ed avere più varietà e una rappresentazione più attuale di questo artista. Come debutto però ‘Put the stereo on’ merita ben più di una sufficienza piena e darà soddisfazioni agli amanti delle citazioni del vecchio reggae nel presente.

Pier Tosi


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