La crisi condanna alla bancarotta l’etichetta francese Makasound
March 8, 2011
Ha cercato di tenere duro durante un inverno assai problematico ma alla fine non ce l’ha fatta: l’etichetta indipendente francese Makasound fondata nel 2002 da Nicolas Maslowski e Romain Germa e famosa oltre che per le sue ottime ristampe roots anche per la serie di reggae acustico Inna De Yard ha dichiarato bancarotta ed è ora in amministrazione controllata per far fronte ai creditori. Questo è l’ennesimo preoccupante segno di un mercato che si sta pericolosamente assottigliando sia per fatturato che conseguentemente per qualità . Read more
Alpheus – From Creation (A-Lone)
March 8, 2011
L’album che portò Alpheus alla ribalta e cioè il bellissimo ‘Quality time’ prodotto nel 1999 da Coxsone Dodd a New York per la sua leggendaria etichetta Studio One vedeva la bellissima voce di questo cantante di origine giamaicana avvicendarsi sui suoni originali di vari ritmi classici della più famosa reggae label del mondo con ottimi risultati.
Negli sviluppi della sua carriera Alpheus si è mantenuto piuttosto vicino allo spirito originario della musica giamaicana anche se il suo ultimo CD ‘Everything for a reason’ prodotto dall’etichetta francese Special Delivery lo vedeva all’opera con classe immutata su suoni decisamente più contemporanei. In questo ‘From creation’, prodotto dall’etichetta spagnola A-Lone invece Alpheus torna al suo primo amore su atmosfere e ritmi che vanno a ripescare a piene mani dalla tradizione rock steady e ska riecheggiando anche svariati originali per esempio da Phil Pratt e gli Heptones e confezionando forse il più bel disco di rocksteady realizzato in tempi recenti.
Il cantante residente a Londra fa vibrare le sue corde in convincente equilibrio tra vigore e sensualità accarezzando i sinuosi ritmi suonati alla perfezione con tanto di fiati dalla Lone Ark Riddim Force: la canzone che da il titolo al CD è subito in apertura una sorta di manifesto dell’intero disco. Quando il ritmo si fa più veloce lo stile ska originale irrompe gioiosamente in scena rievocando i maestri Skatalites: gli episodi ska sono due cominciando da ‘We are strong’ giocata su accordi in minore ed un impeccabile arrangiamento di fiati mentre ‘Do the ska’ è più solare e più invitante alla danza.
I vertici dell’intero insieme alla title track sono ‘In time’, ancora una volta a ritmo di rocksteady e con un ‘hook’ iniziale di fiati irresistibile ed Alpheus sempre ad ottimi livelli vocali e la profonda ‘Far away’ ripresa nel finale in un magnifico melodica cut intitolato ‘Far melody’. Lo strepitoso lavoro della Lone Ark Riddim Force è evidenziato nel finale dallo strumentale ‘When you call me’ e dai dubs di ‘From creation’ e ‘Keep the faith’. Questo disco è assolutamente imperdibile per chi ha sempre una porzione di rocksteady nella dieta quotidiana.
Pier Tosi
Il Generale – Veterano Vibrante (Autoprodotto)
March 3, 2011
Dopo il successo dell’’azionariato popolare’ che aveva sostenuto il precedente ‘Mille modi’, il ‘nonno del ragga italiano’ torna in azione con la medesima modalità mettendo insieme diciotto freschissime tracce frutto di una soprendente urgenza espressiva. E’ assai indicativo infatti il proposito iniziale del Generale che in ‘Spacco tutto’ dice di volersi mettere alla prova su ogni tipo di ritmo fino allo stremo delle forze suo e di chi sta ascoltando e ballando.
Questa spinta da debuttante espressa da chi invece ha ormai più di vent’anni di esperienza si coniuga comunque perfettamente con lo spirito poetico di chi vuole esprimere anche il disagio dei nostri tempi e dare voce a chi non è rappresentato in modo sempre originale e lontano dai cliches o dalle aderenze a qualche evidente riferimento stilistico dietro cui nascondersi. Questo slancio lirico che chi ama quest’artista conosce bene e che speriamo possa catturare i nuovi ascoltatori lo troviamo in tracce come la malinconica ‘Sull’abisso’, in ‘Lungo una linea aperta’, la militante ‘Che cos’è che stai pensando?’ o in ‘Comunico che esisto’.
In un menù così abbondante di importanti temi e suoni suggestivi è impossibile riuscire a catturare tutto nell’angusto spazio di una recensione: spicca comunque la title-track con il bel contributo vocale dei bolognesi El V, la Virgin e la Franci in forza ai Gardenhouse e su un tema analogo le belle rime sugli inizi della storia del reggae italiano di ‘Quando cominciai’. In ambito dancehall segnaliamo l’incitamento alla positività di ‘Lascia stare e vedrai’, la volontà di vita più sana di ‘- caffè + marijuana’, la combination con Ultima Fase di ‘Evasione’ ed il finale ‘ganja style’ di ‘Dottor cespuglio’.
Anche l’accorata ‘Accanto al cielo’, dedicata ai ragazzi di periferia e l’eloquente ‘Non mettere il burka alle tue idee’ trovano il loro posto nel grande corpus di canzoni del veterano dello stile fiorentino che ha vissuto questi anni con grande passione ed indiscutibile militanza. La varietà sonora di ‘Veterano vibrante’ vede contributi da produttori italiani come Michelangelo Buonarroti, Bizzarri Records e DJ Scara tra gli altri evidenziando ancora una volta l’alto livello delle produzioni nostrane e lo spirito collaborativo che accomuna beat-makers ed artisti in nome di un’unica grande passione.
Pier Tosi
Chezidek – Judgement Time (Jah Solid Rock)
March 3, 2011
A meno di un anno dall’album “I Gradeâ€, Chezidek firma la sua nuova fatica discografica intitolata “Judgement Timeâ€. Come per il precedente, la produzione del disco è affidata ad una label europea, la giovanissima JahSolidRock, etichetta olandese specializzata in roots music di qualità che nel 2010 ha fatto molto parlare di sà©.
Chezidek è un artista tra i più apprezzati nel panorama New Roots odierno, in particolar modo da quegli amanti del genuino Roots Reggae che ricercano nelle produzioni dei giorni nostri rievocazioni delle sonorità e del sentimento propri degli anni d’oro di questo genere. “Judgement Time†soddisfa pienamente tali aspettative e sicuramente esalterà non poco i fans del singer giamaicano. Difatti l’album colpisce subito al primo ascolto per la sua integrità di opera roots conscious, positiva e intelligente, sviluppata in unidici tracce nelle quali le ispirate liriche e la dolce voce di Chezidek si fondono alla perfezione con le sonorità calde e compatte degli strumenti e con i ricchi arrangiamenti della sezione fiati che permeano quasi interamente l’album. E’ peculiare, inoltre, la scelta di accodare a quasi tutti i brani una relativa version dub, in pieno stile Roots anni ’70.
E’ il one-drop in tonalità maggiore di “Ganja Tree†ad aprire il disco, immergendo l’ascoltatore in un’atmosfera che ricorda piacevolmente “Leave the treesâ€, una delle prime hit ad aver reso noto il nome di Chezidek. “Live and learn†e “On the moveâ€, quest’ultima arricchita dal prestigioso sassofono di Dean Fraser, segnano l’ingresso nel cuore pulsante del disco e scaldano gli animi a dovere per il pathos di “Walk with Jahâ€, primo pezzo spirituale dell’album. “In my heartâ€, una riuscita e piacevole ballata in stile lover, è l’unica deviazione dalle tematiche conscious, attorno alle quali ruotano tutti gli altri brani.
Con “Wartankersâ€, una riflessione sulla violenza e sulle guerre che insanguinano la società , Chezidek dà ulteriore prova di grande abilità e maturità nel comporre profonde liriche di militanza e impegno, evitando banali frasi fatte e soluzioni poco originali. Il poetico inno al Creatore, intitolato “Jah Loveâ€, conclude con profondo sentimento l’album.
Nonostante la mancanza di particolari hit o singoli di spicco, in “Judgement Timeâ€, allo stesso tempo, non v’è traccia di pezzi scadenti, poco convincenti o incolori. Con un’ora di Roots d’alta qualità , l’album non può non esser collocato a pieno merito fra i migliori album reggae del 2010.
Niccolò Todaro









