Arawak – Time Has Come (Sardinia Reggae Promotion)
May 26, 2011
Mattone dopo mattone la scena roots reggae delle band sarde sta mettendo insieme una importante discografia: Arawak sono saliti alla ribalta con la vittoria della parte italiana dell’European Reggae Contest 2010 grazie a cui hanno anche girato in lungo ed in largo l’Italia in tour oltre che ovviamente salire sul palco del Sunsplash spagnolo per la finale a tre del titolo europeo persa veramente per un soffio.
La grande maturazione della band è evidente in questo secondo lavoro in cui il ritmo si fa più teso e moderno in una grande economia sonora. Il fulcro di ‘Time has come’ è tutto in un nucleo di canzoni in minore di sapore roots: si parte con il beat lento di ‘Love is the answer’ con la bella voce di Elena in evidenza in una ottima composizione ed il ritmo si fa più marcato in ‘Soldier’ ed in ‘This world’ con Arawak che mettono in scena la loro elaborazione del concetto di ‘new roots’ con grande efficacia.
Chi ha visto Arawak in azione dal vivo di recente ritroverà la loro grinta nei suoni di questo lavoro con una grande pulizia formale, grande equilibrio tra i ritmi e la struttura delle canzoni ed arrangiamenti calibrati che mettono in scena una notevole amalgama tra le parti. Tutto ciò è evidenziato dal brano che da il titolo all’album con la bella intro strumentale e la bella punch-line vocale: l’Alambic Conspiracy ha ottimamente ‘dubbato’ la traccia in conclusione del CD includendola anche nell’ultimo loro lavoro scaricabile gratuitamente in rete.
La parte finale del disco vede Arawak cambiare registro: ‘Do you know’ è una grintosa traccia in maggiore con influenze rock, ‘Nice’ un trionfo di melodia ‘lovers’ che esprime l’amore del gruppo per l’UK reggae mentre in ‘Ricordi’ e ‘S’amigu’ si lascia da parte per un po’ l’inglese per un approccio poetico rispettivamente in italiano e dialetto. Ultima citata ma solo rispettando l’ordine è la potentissima ‘Try’ ad ospitare l’amico inglese YT per una grande performance dal sapore ‘deep roots’ che evidenzia ulteriormente le potenzialità di questa band.
Pier Tosi
I documentari del Rototom Sunsplash in proiezione a Mestre
May 19, 2011
Si chiama ‘Quattro storie per raccontare il reggae e Bob Marley’ la rassegna che nel mese di maggio darà l’opportunità al Circolo Candiani di Mestre di mostrare i progetti documentaristici del Rototom Sunsplash. ‘Jamaica mon amour’ (2008) di Tommaso D’Elia e Luca Onorati sarà proiettato venerdì 20 maggio alle ore 21 seguito venerdì 27 maggio alla stessa ora dalla proiezione di ‘London Town: sulle orme del reggae’ (2009) di Tommaso D’Elia. In entrambe le serate interverrà per rispondere alle domande del pubblico il nostro Pier Tosi (entrambe le serate ad ingresso gratuito). Read more
Easy Star All Stars – First Light (Easy Star)
May 19, 2011
Come già successo per il relativamente inosservato EP ‘Until that day’ uscito nel marzo del 2008 Easy Star All Stars accantonano le riletture in chiave dub di classici del rock che hanno notoriamente portato alla band visibilità e successo a livello mondiale e realizzano un intero album di materiale originale. Conosciamo questa nutrito collettivo newyorkese per la pienezza del suo suono e per la capacità di suonare grande roots music e sin dal primo ascolto ‘First light’ non smentisce le nostre aspettative.
Un massiccio ritmo classico ‘one drop’ ed un irresistibile giro di accordi escono dallo stereo appena spinto ‘play’: si tratta di ‘Don’t stop the music’, la traccia di apertura dedicata alla forza del reggae che ritorna tra l’altro in chiusura riletta da un misurato trattamento dub. Si prosegue nella stessa vena con i maestosi fiati di ‘Break of down’ ed un ritornello molto accattivante cantato da Kirsty Rock, l’unica donna nel trio di singers di Easy Star All Stars. Il suono si fa più pop nel brano che da il titolo all’album probabilmente nella speranza di raggiungere il grosso pubblico attraverso una adeguata promozione radiofonica: in tutto il CD infatti c’è una grande attenzione generale a non perdere una grande orecchiabilità all’interno di un prodotto che brilla per la perfezione del suono roots classico.
La vecchia conoscenza Junior Jazz (oggi lead singer di Inner Circle) canta alla grande insieme all’altro ospite Daddy Lion Chandell la superlativa ganja tune ‘One likkle draw’ e la lista degli ospiti si infittisce con la sinuosa ‘Easy now star’ con Meditation, Lady Ann e Tony Tuff ed il nuovo acquisto dell’etichetta Cas Haley ancora in chiave pop-reggae con ‘Unbelievable’.
‘In the light’ è una delicata ballata soul di grande livello cantata in modo molto convincente ancora una volta da Kirtsy Rock. ‘Paid my dues’ spinge l’acceleratore incorporando elementi dancehall senza perdere classe e vogliamo citare prima di chiudere la recensione anche il roots in minore di ‘Universal law’ e ‘I won’t stop’ ed ancora una volta la grande orecchiabilità di ‘Reggae pension’. Storicamente molte reggae bands USA si sono rivolte all’idea classica del suono roots giamaicano e questo consistente lavoro è un altro esempio di questa tendenza: speriamo che ‘First light’ abbia il successo che merita anche perchè questa volta non c’è l’appeal che la musica di Beatles, Pink Floyd o Radiohead ha avuto sul grande pubblico.
Pier Tosi
Scomparso a ottant’anni Lloyd Knibb batterista originario degli Skatalites
May 17, 2011
Aveva suonato il suo ultimo concerto in aprile in Perù sempre dietro i tamburi dei leggendari Skatalites e pare, secondo le parole della moglie, che si sia spento nel sonno serenamente, vinto da un tumore al fegato. Si aggiunge alla lista degli artisti reggae scomparsi Lloyd Knibb, batterista autodidatta da sempre in forza agli Skatalites, un grande ambasciatore del suono giamaicano nel mondo. Oltre a far parte della straordinaria esperienza della più famosa ska band originale Knibb ha lavorato come session man in molti dischi reggae influenzando intere generazioni di giovani batteristi. Lo ricordiamo con le sue parole di un’intervista del 1997 registrata ad un concerto degli Skatalites a Firenze tratta dagli archivi di Vibes On Line.









