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Ras Tewelde – One Way Ticket (Bizzarri)

June 20, 2011

Ras Tewelde è uno dei più ispirati cantanti italiani per ciò che riguarda il roots reggae e le liriche conscious e gli ultimi anni lo hanno visto in costante maturazione artistica. Un viaggio in Etiopia svariati anni fa è stato cruciale per lo sviluppo della sua visione spirituale: il biglietto di sola andata a cui si riferisce il titolo del CD è quindi quello per mettere in atto la ‘ripatriation’ nel continente africano, la culla dell’umanità che da troppo tempo attende un dovuto riscatto.

All’Africa si rivolge anche la significativa e già nota combination con i senegalesi Jamafrica, sicuramente uno dei brani forti dell’intero lavoro. Le importanti esperienze in Giamaica hanno portato Tewelde a contatto con artisti leggendari: in primo luogo il compianto Sugar Minott duetta con il Rasta singer italiano in un vibrante aggiornamento del suo classico ‘Mr. D.C.’ intitolato ‘Squadie’. La connessione con la classicità del suono giamaicano è garantita anche dalla presenza di altri veterani: Josey Wales duetta con Tewelde in ‘Sorry for you’ mentre altri importanti contributi arrivano da Stitchie e Louie Culture rispettivamente in ‘High praises’ e ‘You cyaan do that’, quest’ultima su una rielaborazione del ritmo di ‘African herbsman’ dei Wailers.

In ‘Man piabba’ Tewelde rilegge Harry Belafonte e paga tributo ai colori della cultura popolare giamaicana più autentica. L’amico e compagno di etichetta Lion D offre il suo contributo nella spirituale ‘Rastafari children no cry’, una rilettura di un’importante Rasta anthem di Ras Michael e i suoi Sons Of Negus. L’intero lavoro è permeato di spiritualità ed orientato al roots reggae ma varie tracce come la citata combination con Stitchie, ‘‘Man Pyabba’ e la conclusiva ‘Live in Sasha’ in combination con Sahara Benji pagano tributo all’importanza della dancehall giamaicana anche come importante veicolo per diffondere testi ‘conscious’. Per concludere’One way ticket’ è un lavoro maturo in grande equlibrio tra impegno sociale e spirituale e la gioia e la fisicità del battito del reggae.

Pier Tosi


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