Top

Earl Sixteen – The Fittest (Jah Solid Rock)

July 13, 2011

Earl Sixteen è un veterano del reggae con un curriculum eccezionale avendo collaborato con grandi risultati con personaggi come Coxsone Dodd, Augustus Pablo, Mikey Dread e Lee Perry tra gli altri: vista la grande qualità  delle altre produzioni della label olandese Jah Solid Rock questo suo CD era veramente attesissimo ed il suo ascolto non delude minimamente.

Ancora una volta la scelta è quella di dilatare le dieci canzoni al massimo ponendo i dubs in coda ai brani ‘inna discomix style’ ed arrivando quindi ad una scorpacciata di venti tracce equamente divise tra brani e versions: ‘This ya business’ rappresenta una sorta di eccezione perchà© il suo prolungamento è un ‘deejay cut’ ad opera del padre del deejay style U Roy. Proprio questo brano parla della crisi del music business dovuta anche al download pirata e richiama gli artisti ed i fruitori della musica alle loro responsabilità  per migliorare una situazione critica.

Earl è un ottimo cantante con un timbro caratteristico e molto riconoscibile ed un eccellente autore ed in questo lavoro da vita ad una serie memorabile di canzoni che riecheggiano i tempi d’oro del roots in linea con la politica musicale della Jah Solid Rock. Tra i brani migliori citiamo la drammatica ‘Masterplan’ in apertura, l’invettiva contro la schiavitù provocata dalla globalizzazione nei paesi più poveri di ‘Modern slavery’, i limpidi suoni in maggiore inna lovers style di ‘Stay together’ e la ripresa di Dennis Brown di ‘Changing times’ su una riddim track già  usata in precedenza sulla stessa etichetta da Chezidek e Apple Gabriel nei loro CDs. La rilassata ‘Big car’ è una cover del classico soul ‘Be thankful’ di William De Vaughn: nonostante già  molti artisti reggae si siano cimentati con grandi risultati con questa canzone la versione di Earl brilla per carica e freschezza.

L’accoppiata di producers Manu Genius e Marc Baronner ed i musicisti del team Jah Solid Rock mettono insieme un grande affresco sonoro nella tradizione del roots con grandi prove sia nelle riddim tracks che nei dubs che brillano per equlibrio tra musicalità  ed uso degli effetti. Gli amanti del roots & culture non possono perdersi questo grande disco: per i più giovani questo potrebbe essere un buon punto di partenza per andarsi poi a recuperare le classiche incisioni di questo grande cantante.

Pier Tosi


Commenti

Commenta!





Bottom