Various Artists – Heartical Story vol.1 (Heartical)
July 21, 2011
Chi negli ultimi anni ha allargato la sua collezione di singoletti 7” (oggetti la cui circolazione purtroppo ha subito un drastico calo) con una certa attenzione per le produzioni roots non può non aver notato l’etichetta francese Heartical e le sue pulitissime produzioni ispirate dall’epoca d’oro del roots e del rub-a-dub. L’etichetta legata all’omonimo sound system parigino festeggia i dieci anni di attività con questa sostanziosa compilation che racchiude il meglio già pubblicato su singolo con la presenza di nomi veramente clamorosi.
Dall’attività di registrazione di dubplates la Heartical è ben presto passata alle produzioni grazie soprattutto ai solidi ritmi suonati a Londra dai Basque Dub Foundation di Ià±aki Yarritu: questa roots band tra le migliori in Europa ha rivitalizzato per la Heartical vari ritmi classici della tradizione e realizzato anche un ritmo originale noto con il nome di Ministerio Del Dub. E’ proprio con i magnifici suoni di questo ritmo che si apre il CD con la memoria di Sugar Minott e Alton Ellis e le loro ‘Righteous tradition’ e ‘Peaceful valley’, due autentiche manifestazioni di classe da due grandi artisti purtroppo scomparsi.
Altre vecchie glorie come David Hinds di Steel Pulse o Mykal Roze propongono nuove tracce con le radici solidamente piantate nella tradizione: il primo spacca letteralmente nella sua ‘Positivity’ su una rilettura del ritmo di ‘Tonight’ di Keith & Tex mentre il secondo in ‘Never surrender’ è notevolmente a suo agio su una ripresa ‘digital’ di Fade Away. Assolutamente regale è anche la prestazione di Luciano in ‘Time will tell’ sul ritmo di ‘Promised land’ di Dennis Brown seguita sullo stesso ritmo da una ‘killer tune’ di General Levy mentre alcuni artisti early dancehall citano i loro classici in modo magari meno originale ma non meno efficace.
Stiamo parlando di Anthony Johnson che da vita sul Real Rock riddim ad una ripresa della sua classica ‘Gunshot’ e della combination Johnny Osbourne/Wayne Smith sullo stesso ritmo a riprendere classici come ‘Ice cream sound’, ‘Lend me your chopper’ o ‘Sleng teng’.
Altri suoni notevoli arrivano da Silvertones, Chronicle, Ernest Wilson & Kojak e Ranking Joe tra gli altri. La maestria di Basque Dub Foundation è evidenziata da tre pregevoli strumentali uno dei quali ospita alla batteria il maestro Sly Dunbar. Ovviamente stiamo parlando di musica che riprende o riecheggia un’epoca d’oro ormai lontana di cui sarebbe meglio riascoltare in primo luogo gli originali: questo non toglie però che questa raccolta abbia grandi momenti con musica suonata impeccabilmente e emozionanti prestazioni vocali.
Pier Tosi
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