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Mama Marjas – 90 (Love University)

August 4, 2011

Perfino noi che ne abbiamo veramente sentite tante nella nostra lunga vita di passione per la musica e per il reggae in particolare restiamo quasi disorientati davanti al ventaglio di possibilità espressive messe in campo da Mama Marjas in questo suo secondo CD e tutte con grande sfoggio di talento. La prodigiosa cantante tarantina continua a trasportare senza sforzo il suo valigione zeppo di suggestioni ed influenze e nelle diciotto tracce di ‘90’ riesce ad essere raffinata cantante soul, hardcore ragga girl, appassionata singer lovers style, convincente rimatrice hip hop e svariate altre cose ancora.

Il reggae a quanto pare ha la precedenza e si parte con la rievocazione di Peter Tosh di ‘Africa’ (in origine ‘African’) arricchita di armonie soul per la voce della lady. Se c’è un filo conduttore è proprio quello della diaspora africana e della sua musica, la black music che accompagna Marjas in ogni momento tra gioia e militanza sociale: ‘Negritude’ si muove gioiosamente tra Trinidad ed il Senegal e fa decisamente muovere anche noi, ‘Te ne vai’ riprende con classe il quintessenziale ‘lovers rock’ inglese di ‘Silly games’ in origine dalla voce di Janet Kay mentre il reggae classico esplode in ‘Away from you’ (in combination con Jacob dei Mellow Mood e Luking), ‘I just’ e ‘Story’.

Ognuno avrà le sue favorite nella grande ricchezza messa in campo: la nostra lista continua con il soul da brividi di ‘For the babies’ (uno dei vertici assoluti di ‘90’) e ‘Lady’, la dolcissima combination con Bunna ‘Sei tu’, il roots da pesi massimi di ‘Allarme’ su base originale Dub Syndicate e l’abbraccio tra hip hop e soul con il ‘calafricano’ Lugi di ‘Soul combination’.

Le ‘sorelle’ Sistah Kinky e Miss Mykela intrecciano le loro voci con quella di Marjas nel torrido funk-reggae di ‘Don’t waste your time’ ed infine ‘Babylon drugs’ mette in guardia contro le droghe in un grande esempio di ‘new roots’ con liriche in inglese ed in italiano. Dal debutto di ‘B-Lady’ Mama Marjas è molto maturata ed i ripetuti ascolti di ‘90’ evidenziano il fatto che tutti i tasselli stilistici di cui abbiamo parlato vanno a combaciare perfettamente componendo la personalità unica di una delle migliori giovani artiste della scena italiana.

Pier Tosi

Boom Boom Vibration – Vibra Unica (Self)

August 1, 2011

Dopo le celebrazioni del decennale di attività si è aperto un periodo di grandi cambiamenti per Boo Boo Vibration, una delle bands italiane più interessanti venute alla luce alla fine dello scorso millennio: il singolo con Alborosie ‘Rumours’ dello scorso anno aveva messo in evidenza l’intenzione di lasciare il suono rockeggiante e ricco di riferimenti di ‘Scimmie metropolitane’ per virare verso sonorità reggae più scarne ed essenziali ma non meno suggestive.

Un ulteriore punto di svolta è stata la decisione di affrontare una lunga permanenza in Giamaica per registrare interamente sotto la produzione di Alborosie un nuovo CD con l’idea di arrivare in questo modo dritto al cuore del suono classico giamaicano. In questa fondamentale trasferta il gruppo ha addirittura scelto di cambiare nome nel più diretto ed efficace Boom Boom Vibration. Questa ardita operazione non rinnega comunque le radici e ‘Vibra unica’ che da il titolo all’album aprendolo è una delle più belle e toccanti canzoni sul Salento sentite da parecchio tempo a questa parte.

Il manifesto più evidente del mutamento è ‘Dem know’, una ‘ganja tune’ dai profondissimi suoni rub-a-dub con sprazzi di dub in cui la lezione del migliore Alborosie è assai evidente. Un suono roots compatto e senza fronzoli pervade vari notevoli episodi del CD come ‘Real love’ con il cameo in francese degli amici di sempre di sempre Apres La Classe, l’eterea ‘I’ll be there’ con la cantante giamaicana Sandy Smith in evidenza e ‘La puoi amare’ con la bella lirica sull’esperienza giamaicana.

L’appuntamento con la storia del reggae è ‘Police & thieves’ rifatta con la presenza della sua voce originale Junior Murvin ma anche il saltellante rocksteady di ‘Io che ti ho detto no’ ed il guizzante ska di ‘I like it’ con la fresca voce dell’adorabile Cecile che suona sul beat vigoroso come una versione moderna di Pauline Black dei Selecters.

‘Salentown’ già presente sul singolo di ‘Rumours’ è un ragga lento e sinuoso ancora una volta dedicato al Salento mentre la ormai nota combination con Alborosie è presente ma sotto forma di efficacissima dub version in chiusura. L’influenza di Alborosie forse deluderà inizialmente chi amava profondamente i vecchi Boo Boo Vibration anche se la nostra opinione è che ascoltando attentamente ‘Vibra unica’ emerga comunque sotto il restyling anche il vecchio cuore di questa band lanciata più che mai in questo periodo a promuovere questo eccellente CD attraverso tanti concerti.

Pier Tosi

Boo Boo Vibration – Scimmie Metropolitane (Metromonkeys/SanaRecords)

August 1, 2011

(questa recensione del 2009 era stranamente ed inspiegabilmente sparita da questo sito: riteniamo opportuno ripubblicarla)

Il terzo lavoro dei Boo Boo Vibration approda finalmente all’uscita il prossimo 15 aprile dopo una gestazione piuttosto travagliata ed arriva dopo cinque anni dal precedente ‘Complice’. Nell’inizio del CD ci sono un po’ i manifesti di questo disco: ‘Scimmie metropolitane’ è un elegante ed incisivo ragga che con la lirica su di una attuale esperienza in una ‘concrete jungle’ porta subito l’ascoltatore nel clima attuale di precarietà ed apparente mancanza di punti di riferimento.

Per fortuna però c’è la musica, il reggae style italiano di cui ‘Spaghetti reggae’ è il manifesto: ‘Scimmie metropolitane’ è un degnissimo erede di ‘Babilonia e poesia’ degli Africa Unite con una urgenza comunicativa che riguarda il quotidiano ad accomunare migliaia di ragazzi nelle nostre città ed il reggae beat come un contenitore da riempire di varie spezie sonore ed emozioni. Tra echi lontani di Bob Marley, ragga africani, dialetto salentino (reminiscenze dei S.S.S. che affiorano) e frenesia balcanica i Boo Boo Vibration si mettono in luce per originalità e maturità stilistica: ‘Musicamedica’ corre veloce e leggera e ci parla del potere taumaturgico della musica, la languida ‘Lascialo andare’ ci ricorda gli Africa Unite, ‘Oltre il muro dell’indifferenza’ vede il ritmo del reggae irrobustito dalle chitarre e racconta della drammatica incapacità di provare emozioni.

Con il lavoro corale e l’apporto di preziosi ospiti Boo Boo Vibration hanno impreziosito la loro musica crescendo musicalmente e rendendola allo stesso tempo più incisiva. ‘Reggae e filosofia’ è puro roots talentino, gli Aretuska Horns soffiano alla grande in ‘Centri’ ed il ragga tocca i Balcani in ‘Piede che invade’, una cavalcata sulla distruzione di culture messa in atto dalla guerra e l’incapacità di trarre un insegnamento dalla storia. Chi ha apprezzato il reggae che fa propria la nostra cultura mettendo in atto una ‘radicazione’ senza disdegnare i contatti con altri idiomi musicali troverà sicuramente riuscito questo nuovo CD dei Boo Boo Vibration.

Pier Tosi

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