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Boomdabash – Mad(e) In Italy (Soulmatical)

September 5, 2011

Il debutto di Boomdabash ‘Uno’ era stato indubbiamente uno dei dischi reggae migliori del 2008 ed aveva portato alla ribalta questo collettivo di artisti e produttori salentini che hanno nei due frontmen Biggie e Payà la parte più in evidenza. Dopo una lunga serie di date sia come band che come sound system Boomdabash si sono presi una lunga pausa di riflessione per dare un seguito al loro fortunatissimo debutto senza bruciare le tappe: il frutto del lavoro di stesura delle nuove tracce è il nuovo CD ‘Mad(e) in Italy’.

I dodici episodi di questo nuovo lavoro partono come al solito dall’amore per la musica giamaicana a 360° e dall’ormai classico intrecciarsi del sing-jay style in patois di Biggie e delle liriche in Salentino di Payà . Il fortissimo avvio del disco è di sapore’new roots’ con ‘Life’ a cui fa seguito la strepitosa ‘Murder’: la scelta di questo numero con stacchi decisi tra tagliente hip hop e veloce ritmo ‘one drop’ come singolo di lancio non poteva essere più azzeccata. Si prosegue con gli inquieti ed atmosferici suoni di ‘Overcome’, una ballata che mette in luce un nuovo aspetto di Boomdabash ma anche l’influenza di Treble nelle melodie vocali di Payà .

‘Monkey town’ esplode con il suo ritmo ska, grandi prestazioni vocali e l’aggiunta della grinta di Brusco, l’unico ospite dell’intero disco, mentre la successiva ‘Tè libera’ vira decisamente alla dancehall anche grazie ad un energico ritmo della Nitelite. Sono invece i tedeschi Soundquake a fornire il ritmo reggae per l’ottima ‘Calling up’ a cui fa seguito ‘Italian superstar’, un potente big up ai grandi artisti reggae salentini ed italiani da parte di Biggie e Payà a grandi livelli.

Ritroviamo l’aroma del roots & culture in ‘Smile & Rise it’, uno dei brani più poetici dell’intero lavoro sorretto da maestosi suoni di fiati mentre si prosegue con la ballata R&B ‘Can’t stop me’ e con i moderni suoni bashment di ‘Nuh sacciu’. Nel finale abbiamo la balllata acustica da brivido ‘Fever’ e la durissima ‘Dem ah idiot’ che si lancia nel finale in uno scatenato drum & bass. ‘Mad(e) in Italy’ è un ottimo lavoro e mette in evidenza composizioni di grande complessità ed efficacia lirica e gli intrecci dei due vocalist sempre all’altezza: complimenti anche a Blazon e Mr. Ketra sul versante delle produzioni anche se in certe occasioni hanno sovraccaricato un po’ gli arrangiamenti facendoci rimpiangere alcuni episodi di ‘Uno’ dove i paesaggi sonori erano più diretti ed immediati.

Pier Tosi


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