Black Roots – The Reggae Singles Anthology (Bristol Music Archive)
September 15, 2011
La Bristol Archive Records continua a ripescare il reggae prodotto negli anni settanta ed ottanta nella città famosa al mondo per la musica di Massive Attack e Portishead. Ora è la volta di questa sostanziosa raccolta dedicata ai Black Roots, band ben nota agli estimatori del suono inglese classico con all’attivo una nutrita serie di albums dal 1983 al 1995.
La band proveniente dal quartiere di S.Paul aveva comunque esordito nel 1981 creando la propria label indipendente chiamata significativamente Nubian e realizzando alcuni singoli molte tracce dei quali non saranno poi compresi su album. Ciò rende quindi questa raccolta molto importante dal punto di vista documentario: si parte quindi con le quattro tracce del primo EP guidate dalla tune-manifesto ‘Bristol rock’. Nei promettenti suoni di questo debutto tutti gli ingredienti tipici del roots reggae UK di quegli anni e cioè accordi in minore e ritmiche incalzanti, voci lamentose in puro ‘sufferers style’ e suono teso e vibrante a ricordare sicuramente i più famosi Steel Pulse.
Solo le armonie in maggiore di ‘Father’ stemperano uno scenario di grande militanza sonora e lirica ispirata dalla frustrazione creata dalle precarie condizioni di vita degli immigrati caraibici in una società in cui gli episodi di intolleranza e razzismo erano all’ordine del giorno. Sempre nel 1981 esce il secondo singolo di tre tracce ancora una volta incluso integralmente nel CD: tra queste tracce spicca magistralmente ‘What dem a go do’ con una coda dub assolutamente da brivido. Tra le altre canzoni manifesto dei Black Roots in questa raccolta che da un’idea abbastanza esaustiva del carattere e della produzione della band abbiamo anche ‘The frontline’, ‘Juvenile delinquent’ e ‘Strugglin’, tutte tracce con un posto di diritto nella storia del roots reggae inglese al pari di produzioni di bands più famose come Aswad, Steel Pulse e Misty In Roots.
Nel finale del CD ordinato in senso cronologico inziano a fare capolino i suoni digitali: ‘Seeing your face’ e ‘Pin in the ocean’ sono compresi nell’album del 1987 ‘All day all night’ prodotto da Mad Professor. Con i maestosi suoni di fiati dubbati in una clamorosa coda dub ‘Pin in the ocean’ testimonia la grinta immutata con cui Black Roots arrivavano alla fine degli anni ottanta. Piuttosto piacevole anche la cover di ‘Suzy Wong’ di Jacob Miller originariamente compresa nell’album ‘Live power’, uno dei brani conclusivi di un CD che riteniamo fondamentale per gli amanti del suono inglese degli anni settanta ed ottanta.
Pier Tosi
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