La settimana italiana di Chuck Fender
October 27, 2011
Inizia tra pochi giorni un tour italiano di Chuck Fender, sicuramente uno degli artisti più rappresentativi della scena roots giamaicana dell’ultimo decennio. L’unica occasione per vederlo in azione con una band di supporto sarà proprio la serata del suo debutto italiano sabato 29 ottobre a Marghera (Mestre) . Le altre esibizioni sono tutti ‘inna sound system style’ e si svolgeranno lunedì 31 ottobre a Bologna, giovedì 3 novembre a Pescara venerdì 4 novembre a Roma ed infine sabato 5 novembre a Nardò (Lecce). Read more
Sanchez – Love You More (VP)
October 27, 2011
Dei cantanti di note giamaicani della vecchia guardia Sanchez è senz’altro il più attivo: dopo l’ottimo ‘Now & forever’ dello scorso anno in cui trovavano posto svariate composizioni originali questo cantante dalla voce straordinaria e dalle doti interpretative sopraffine torna con un nuovo lavoro tutto consacrato alle covers.
La scelta delle dodici canzoni di ‘Love you more’ va a dolcissime ballads di celebrati nomi del soul americano di un tempo come Teddy Pendergrass, George benson, Bunny Sigler, i Chi-Lites e gli Isley Brothers tra gli altri. E’ proprio ‘Caravan of love’ di questi ultimi (ma resa nota anche dalla bellissima reinterpretazione acapella dei britannici Housemartins) che apre in grande stile questa raccolta facendo veramente ben sperare.
La tradizione giamaicana della ripresa di brani soul in chiave reggae ha le sue radici fin dagli albori del genere musicale che più amiamo e qui Sanchez continua la tradizione mettendo ineccepibilmente in scena le sue gradi doti di interprete dalla vena soul: il problema è che al nostro orecchio molti dei brani ripresi risultano un po’ troppo sdolcinati ed emozionano quindi meno di tanti altri classici cantati in passato da questo grande artista. ‘In my time’, in origine da Teddy Pendergrass è sospinta da un incalzante ritmo ‘one drop’ e risulta tra i brani migliori ma un aumento della glicemia inizia a farsi sentire sulla cover di ‘How could i let you get away’ degli Spinners che è per esempio inferiore al capolavoro di essenzialità della versione di Dennis Brown della stessa canzone.
Sanchez torna sul repertorio di Teddy Pendergrass con una resa di ‘Love TKO’ assai emozionante a cui spetta di sicuro la palma di brano migliore del CD. Un altro guizzo di classe è ‘Homely girl’ presa dal repertorio dei chicagoani Chi-Lites mentre in ‘Tell me when you will’ e ‘More love, your love’ (rispettivamente in origine da LJ Reynolds e Temptations), Sanchez canta benissimo seguito alla grande da un’ottima band ma per il nostro palato siamo nuovamente alle prese con un sapore troppo dolciastro. ‘Love you more’ è un disco prodotto e cantato alla grande: probabilmente molte delle canzoni che contiene funzionano però meglio sulle spiagge giamaicane o in infuocati ‘lovers party’ newyorkesi che non qui da noi.
Pier Tosi
Sizzla – Welcome To The Good Life (Kalonji/VP)
October 20, 2011
Con questo CD primo lavoro di lunga durata della sua label personale Kalonji ma distribuito dalla etichetta VP Sizzla orienta tutti I suoi sforzi verso il mercato black urban statunitense lasciando abbastanza a bocca asciutta I suoi fans che apprezzano di più le sue performances new roots o dancehall.
Questo controverso artista produce in proprio l’intero lavoro che nasce come una collaborazione con il beat maker newyorkese di estrazione hip hop Dre Knight in forza ai Narcotics: ‘Welcome to the good life’ è praticamente un disco completamente dedicato all’ R&B con suoni molto raffinati e Sizzla proiettato su performances vocali molto delicate e suadenti tutte ispirate da temi amorosi.
L’unica traccia dall’incedere vagamente reggae è ‘Come on’ sospinta da una chitarra in levare mentre il resto del lavoro ha un mood molto omogeneo: del resto la cosa che ci stupisce di più visti i passati flirts di Sizzla con il mercato R&B con vari remixes di suoi brani reggae non è tanto la scelta in se quanto la mancanza di varietà rispetto ad altri lavori simili usciti in passato. L’unica ospite dell’intero lavoro è la relativamente poco nota cantante canadese Kim Davis che duetta con il Bobo Dread fornendo il suo delicato cinguettio a ‘Hush hush’.
La traccia che intitola l’album vede Sizzla molto rilassato su un classico giro di do con un discutibile uso dell’autotune sui suoi gorgheggi ed il suo classico uso del falsetto che ritroviamo anche in una delle tracce più particolari e ritmate dell’intero lavoro e cioè ‘Get with U’ ed anche in ‘Baby it’s time’, una delle tracce più pop di questo CD.
La produzione di questo lavoro è molto ben riuscita e l’aspetto puramente sonoro è molto suggestivo: il problema secondo chi scrive è che il falsetto di Sizzla è un piacevole diversivo in uno o due brani ma alla lunga risulta un po’ monocorde e noioso su un totale di ben dodici tracce. Non conosciamo bene il mercato R&B ma crediamo che questo lavoro non lascerà un segno molto significativo e duraturo. Onore alla versatilità di Sizzla ma preferiamo anche se non è un capolavoro il recente CD ‘The scriptures’ prodotto dal figlio di Jammys John John.
Pier Tosi
I concerti di Easy Star All Stars in Italia questa settimana
October 18, 2011
Torna in Italia questa settimana per alcune date il collettivo Easy Star All Stars, la band che da vita nei suoi concerti alle produzioni dell’etichetta newyorkese Easy Star piuttosto famosa per avere trasposto in chiave roots e dub la musica di tre albums fondamentali della storia del rock di Pink Floyd, Radiohead e Beatles. L’ultimo bellissimo CD ‘First light’ lascia invece da parte il trattamento reggae di famosi brani rock per proporre ottimo materiale originale. I concerti in questione si svolgeranno mercoledì 19 ottobre a Grugliasco (Torino), giovedì 20 ottobre a Roma, venerdì 21 ottobre a Bologna e sabato 22 ottobre a Mezzago (Milano) Read more
Maga Dog – Il Nostro Stile (Bizzarri)
October 18, 2011
Dopo il buon riscontro del loro debutto in CD i sei rootsmen pescaresi Maga Dog hanno scelto di realizzare il loro secondo lavoro con la label modenese Bizzarri, una delle entità più attive degli ultimi tempi nella scena reggae italiana. ‘Il nostro stile’ è una dichiarazione di intenti: Maga Dog sono dediti con tutte le forze ad un roots rock reggae piuttosto solido e ben fatto con una particolare attenzione ai messaggi veicolati dalle loro liriche in cui esprimono con gioia la loro fede Rasta, si concentrano con lucida rabbia sulle ingiustizie e le ipocrisie del sistema di Babylon ma sanno cantare anche di amore e delle esperienze della vita quotidiana.
L’importanza del messaggio per questa band è ribadita dalla preponderanza dell’uso della lingua italiana e della presenza di tutti i testi nel booklet del CD. Sulla scia della vibrante title-track le prime tracce di ‘Il nostro stile’ definiscono la loro attitudine lirica sospinta da un deciso reggae groove: ‘Se davvero vuoi’ è una love song in puro ‘new roots’ style, ‘Dimmi come fai’ attacca la cecità e l’atteggiamento egoista di chi ha venduto l’anima per il denaro ed il benessere, ‘Cambia idea’ ha una punch line che sembra uno slogan per una manifestazione ed è un’invettiva contro i politici che hanno il razzismo e l’isolamento sociale nella loro agenda quotidiana ed è legata a filo doppio a ‘Burn the police’, bellissimo brano contro la brutalità e l’opportunismo delle forze dell’ordine che dovrebbero invece essere al servizio del cittadino.
La presenza del napoletano Ras Hobo nella toccante ‘Lode a Jah’ apre le porte ai vari ospiti del disco: la decisa sferzata antiproibizionista di ‘Liberaganja’ è arricchita da un cameo sing-jay style di Lion D, la delicata ballata ‘Dove sei’ vede il contributo di MC Laye della crew afro-pescarese Jamafrica il cui altro vocalist Omar Faye invece porta un po’ di Africa nel dolce dancehall style di ‘Love at first sight’ nella seconda parte del disco dove le atmosfere si fanno più dolci e rilassate. La solare ‘Resta qui con me’ conclude un lavoro che brilla per buon livello compositivo e consistenza in virtù di cui possiamo ampiamente perdonare a Maga Dog qualche peccatuccio come l’uso di effetti simil-autotune su qualche traccia vocale qua e la.
Pier Tosi










