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Annullato il tour europeo di Mr. Lexx

December 6, 2011

Per cause che non conosciamo è annullato l’intero tour europeo di Mr. Lexx e conseguentemente anche le quattro date che il popolare artista dancehall giamaicano si accingeva a fare in Italia. I vari promoter locali annunceranno a breve in che modo la sua presenza sarà sostituita. Nel caso in cui il tour di Mr. Lexx sia riprogrammato in futuro ve ne daremo prontamente notizia.

Derrick Morgan

December 6, 2011

A dispetto della sua cecità e della bella età di settantun’anni compiuti Derrick Morgan continua ad esibirsi riproponendo in concerto i classici del suo estesissimo repertorio che parte dal jamaican rhythm & blues per arrivare al reggae attraverso tante tunes leggendarie nel periodo ska e rocksteady. Se c’è un personaggio per cui l’appellativo di leggenda vivente non è affatto sprecato questo è proprio Derrick e tra l’altro questo grande artista è uno degli ultimi testimoni rimasti in circolazione degli anni epici in cui suonando rhythm & blues alla maniera giamaicana un agguerrito gruppo di cantanti e musicisti poneva le basi dell’intera storia del reggae. L’intera avventura musicale ed umana di Mr. Morgan richiederebbe molto tempo per essere raccontata: noi intanto l’abbiamo incontrato dopo la sua ottima esibizione insieme ai genovesi Skankin’ Time all’Upper Park Reggae Festival ed abbiamo chiacchierato con lui a proposito dei suoi inizi e di quegli anni gloriosi:

D: Come sei diventato un musicista? Hai iniziato come tanti ragazzi cantando in chiesa?

R: Ho iniziato a cantare a scuola…nella mia scuola c’erano concerti per gli studenti ed ho cominciato in questo modo. In seguito ho partecipato a dei contests: sono stato al Vere John’s Opportunity Hour e la prima sera ho subito vinto ed ho iniziato la mia carriera…all’inizio mi esibivo insieme a questi due attori di avanspettacolo giamaicani, Bim & Bam e con loro sono stato a cantare un po’ ovunque in Giamaica. A quel tempo il mio stile vocale imitava molto Little Richard e cantavo molte sue canzoni. Avevo diciassette anni e a diciannove anni ho iniziato a registrare per Duke Reid.

D: Immagino che le tue prime registrazioni non venivano messe in vendita ma solamente suonate alle dances…

R: Si esatto: Duke suonava i miei pezzi contro Coxsone e King Edwards alle dancehall ma dopo qualche tempo furono stampati e messi in vendita.

D: Cosa ricordi di quelle prime dancehalls?

R: Erano dances in cui si suonava molto rock & roll ed in cui si ballava in modo molto energico, c’era una bella energia e mentre le coppie volteggiavano i ballerini solitari cercavano di portare via le ragazze migliori ai loro compagni di ballo. Era molto eccitante.

D: Puoi parlarmi dei produttori di quel periodo? Hai menzionato Duke Reid e per un certo periodo hai lavorato anche per Prince Buster poi l’hai abbandonato ed in seguito avete avuto la famosa battaglia a colpi di dischi…

R: Duke era il produttore più potente finchè non è stato spodestato da Coxsone con la sua Studio One: io ho iniziato a registrare per Duke ma dopo aver sentito la mia ‘Lover boy’ Coxsone mi ha chiamato ed ho registrato una canzone per lui intitolata ‘Leave earth’. A questo punto è arrivato questo produttore chiamato Little Wonder per cui ho registrato ‘Fat man’, il mio primo numero uno. L’etichetta di Little Wonder era la Hi Lite.

D: Puoi parlarmi dei musicisti che suonavano in studio in quel periodo?

R: Little Wonder usava questa band chiamata Trenton Spence & The All Star Band, era una band calypso ed all’epoca suonava perloppiù calypso, questa è la band che ha suonato ‘Fatman’, la versione originale. Duke Reid invece usava i Drumbago & The All Stars in cui c’era questo chitarrista chiamato Jah Jerry, Gladstone al piano, un sassofonista chiamato Campbell e Drumbago in persona alla batteria. Non ricordo i nomi di tutti perché è passato tantissimo tempo e tra l’altro molti di questi musicisti sono scomparsi.

D: Eri un artista di grande successo nell’era del rocksteady: puoi raccontarmi come cambiò il ritmo dallo ska al rocksteady?

R: Nello ska c’erano molte bands tra cui gli Skatalites e Drumbago…c’era già questo chitarrista proveniente da Trinidad chiamato Lyn Taitt…era venuto in Giamaica ed aveva formato una band, Lynn Taitt & The Jets. Fu lui che cambiò le cose introducendo un particolare modo di suonare il basso e rallentando il ritmo dello ska. Il ritmo prese il nome di rocksteady perché tutti lo ballavano dondolando.

D: C’era in giro la storia che il ritmo fu rallentato perché l’estate del 1966 era molto calda e si sudava troppo ballando i velocissimi ritmi ska…

R: No, non fu a causa del tempo meterorologico ma grazie alla creatività di Lynn Taitt. Tutti lo imitarono e misero i fiati in secondo piano dando risalto al piano, alla chitarra, all’organo, al basso, alla batteria…Tutti iniziarono a suonare più lentamente con meno fiati e con giri di basso che fino a quel momento non si erano sentiti…

D: Hai già nominato Little Richards che fu un’enorme influenza anche per molti cantanti non giamaicani e sto pensando a James Brown…quali furono le altre tue principali influenze?

R: Ti dico proprio James Brown, poi Professor Longhair, Rosco Gordon e tanti altri cantanti blues americani. Lo ska prende vita dal rhythm & blues…noi abbiamo preso il rhythm & blues e l’abbiamo un po’ cambiato ed in questo modo è nato lo ska. Abbiamo iniziato ascoltando James Brown, Fats Domino, Shirley & Lee, li abbiamo copiati ma cambiando la musica abbiamo trovato il nostro stile.

D: Credo in questo centrassero molto le radio che si sentivano in Giamaica e che trasmettevano dalla Florida

R: Si si, noi ascoltavamo WINZ, una radio americana che riuscivamo a captare e c’era anche una radio in Giamaica, la RJR

D: E quale musica si ascoltava sulla RJR? Ho letto di molti pregiudizi di questa radio nei confronti della musica giamaicana che veniva prodotta dalla gente del ghetto..

R: Affinchè la tua musica venisse suonata alla radio doveva essere veramente buona…In un periodo io ho avuto molti brani nella top ten e venivano suonati. In seguito ha aperto un’altra stazione giamaicana chiamata JBC ma la situazione non è molto migliorata…spesso dovevi corrompere i deejays affinchè suonassero i tuoi pezzi. Questo brutto vizio resiste tuttora in Giamaica.

D: La tua musica ha influenzato molti artisti giamaicani delle generazioni che ti hanno succeduto: se ascolti il reggae odierno puoi sentire delle similitudini con’ l’energia che la tua generazione metteva in musica?

R: A dire il vero non sono molto attirato dalla musica che si suona oggi in Giamaica: con un unico ritmo strumentale si fanno cinquanta canzoni…se suoni tutte queste canzoni con la stessa musica e liriche diverse ad un party è un po’ come se suonassi per molto tempo la stessa canzone e risulta veramente noioso. Ai tempi dello ska ogni singola canzone era diversa dalle altre…La musica migliore per me è quella dei nostri tempi perché ogni canzone aveva la sua specifica musica ed i suoi accordi…molti nuovi artisti hanno ottime liriche ma la parte limitante è l’uso di un solo ritmo per tante canzoni…bisognerebbe creare nuova musica.

D: Ho avuto la fortuna di poter vedere il documentario ‘Rocksteady: The roots of reggae’ in cui tu dai un contributo importante. Puoi parlarmi dell’esperienza di esere coinvolto in quel film?

R: E’ stato bellissimo perché siamo andati nel Palace Theater: un uragano aveva scoperchiato questo vecchio teatro di Kingston e non l’hanno mai più riparato..una delle mie scene è stata girata li ma qualcosa è stato ripreso anche a casa mia…è stata una bella esperienza…tutti quelli che conoscono e che hanno visto il film lo trovano molto buono.

D: L’ultima domanda: tra i nomi nuovi più interessanti in Giamaica c’è anche tua figlia Queen Ifrica. Hai ascoltato la sua musica? Che giudizio ne dai?

R: Ifrica è una vera campionessa…ha un grande temperamento e non fa passi falsi,adesso sta influenzando molte nuovi cantanti, tutte vogliono cantare come lei…

Pier Tosi

(Un ringraziamento speciale a Trish di Roots Rocker Promotion)

Vernon Maytone – Words Of Wisdom (Not Easy At All)

December 5, 2011

L’appuntamento con la storia per il duo vocale dei Maytones è stato senz’altro l’inclusione della loro ottima ‘Money worries’ nella colonna sonora del fondamentale ‘reggae movie’ ‘Rockers’. A parte ciò questo gruppo ha mantenuto buoni standards qualitativi durante gli anni settanta con un buon numero di singoli quasi tutti prodotti da Alvin GG Ranglin. E’ proprio uno dei membri fondatori di questo gruppo e cioè Vernon Buckley a collaborare con l’etichetta olandese Not Easy At All nel quarto capitolo della loro personale esplorazione dell’autentico spirito del roots reggae.

La voce di Vernon è rilassata e carezzevole e per questo ‘Words of wisdom’ il team produttivo europeo mette a punto un buon numero di ritmi originali rievocando le atmosfere del reggae rurale giamaicano del periodo d’oro: rispetto ai bellissimi lavori di Apple Gabriel e Earl Sixteen editi dalla stessa label non abbiamo più la presenza delle dub versions a dilatare tutti i brani ma solamente dei brani cantati. L’apertura è alla grande con gli accordi in maggiore e il bell’arrangiamento di fiati di ‘Going home’ che anticipano l’atmosfera generale del disco con la voce di Vernon impegnata in una classica ‘repatriation tune’ .

‘More love’ recupera l’etereo ritmo di ‘Mr. Conman’ di Apple Gabriel e con i suoi accordi in minore mostra l’altra faccia di questo disco e cioè quella delle sufferers tunes come ‘Life is just for living’ e ‘Never get away’, quest’ultima a riprendere la sublime base musicale di ‘Fittest of the fittest’ di Earl Sixteen dal suo lavoro omonimo sempre prodotto dalla Not Easy At All.

Un inconfondibile Linval Thompson duetta molto efficacemente con Vernon in ‘On Jah mission’ ma Linval non è l’unico veterano presente: una classica combination cantante/deejay viene infatti messa in scena in ‘God is real’ grazie al prezioso apporto di U Roy. Dobbiamo supporre invece nella mancanza di prove effettive che il Dillan Buckley tendente allo stile hip hop che duetta con Vernon in ‘Hold on’ sia probabilmente suo figlio. L’atmosfera carica di gioia e di misticismo dei vecchi dischi dei Maytones è assicurata da altre tunes come ‘Hooligan’, ‘War’ e ‘What about me’. Anche se la fama di Vernon è minore di quella di Apple Gabriel o Earl Sixteen questa sua collaborazione con uno dei migliori team europei per ciò che riguarda il roots da vita ad un vibrante CD che piacerà molto ai maniaci del roots & culture di tutte le epoche.

Pier Tosi

Xterminator big twelve playlist

December 5, 2011

Luciano – Gun Zalis

Beres Hammond – Hold On

Sizzla – Praise Ye Jah

Luciano/Louie Culture/Terror Faboulous – In This Together

Jah Cure – Trod In The Valley

Capleton – Stand Tall

Cocoa Tea – Feel The Power

Sugar Minott – Run Things

Gregory Isaacs & Bunny Rugs – Here Comes Rudie

Luciano – It’s Me Again Jah

Luciano/Charlie Chaplin/Josie Wales – Rebel With A Cause

Sizzla – Kings Of The Earth

E’ scomparso in Giamaica il produttore Philip ‘Fatis’ Burrell

December 5, 2011


Un altro nome cruciale della storia del reggae recente è mancato in Giamaica lo scorso sabato: stiamo parlando di Philip ‘Fatis’ Burrell, l’imprenditore musicale legato all’etichetta Xterminator attraverso cui ha prodotto roots music cruciale soprattutto negli anni novanta lanciando per esempio alla grande la carriera di artisti come Luciano e Sizzla. Colpito da un infarto Fatis era all’ospedale da due settimane e le sue condizioni si sono aggravate lo scorso weekend fino alla sua morte avvenuta la sera di sabato 3 dicembre. Read more

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