Etana
February 9, 2012
(Etana in azione al Vibra di Modena: foto Sara Ceresoli)
Sin dai primissimi suoi brani Etana ci ha colpito per la sua bellissima voce, le sue grandi doti interpretative, la sua intelligenza e la sua spontaneità. Dopo il bell’esordio di ‘The strong one’ in cui il suo talento si muoveva in molteplici direzioni lasciando forse disorientati i reggae fans, questa promettente artista ha preso tempo e realizzato un secondo lavoro decisamente all’insegna dell’amore per la musica giamaicana: ‘Free expressions’ per noi entra di diritto tra i migliori dischi dello scorso anno ed uno dei più convincenti CD usciti dalla scena giamaicana in questi momenti di grande sofferenza per il reggae.
Approfittiamo del bel concerto di Modena durante il suo recente tour italiano per fare una chiacchierata con questa nuova signora del reggae in cui parliamo della sua carriera fino a questo momento e di cosa ci riserva il futuro:
D: Partiamo dall’inizio: come sei diventata una cantante?
R: All’età di nove anni ho lasciato con la mia famiglia la Giamaica per trasferirmi in Florida dove ho studiato. In seguito ho fatto parte di una band ma alla fine del 2004 sono tornata in Giamaica. A questo punto ho incontrato Richie Spice e la famiglia della 5th element attraverso un amico ed ho iniziato il nuovo corso della mia carriera…
D: Non sei soltanto una cantante reggae: mi interessa sapere quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente nel tempo…
R: La permanenza in America mi ha fatto apprezzare moltissimo il rhythm & blues, il jazz, il pop…Bob Marley per me è stato una sorta di rivelazione…amo anche Gladys Knight, Tracy Chapman…amo la buona musica e non importa che sia black music o altro…apprezzo Dolly Parton, Patsy Kline e tanti altri…
D: Ho sentito la storia della band in cui eri negli USA: sembra che ci fosse qualcosa che proprio non ti andava giù..
R: Si, l’immagine che dovevamo avere…era una girl band e per certi aspetti era molto divertente, come passare il tempo insieme, fare shopping, comporre le canzoni, provare…quello che non mi andava giù era l’immagine che quasi obbligatoriamente dovevamo avere, essendo una girl band dovevamo essere sempre mezze nude e questo aspetto contava di più del nostro talento…
D: Qualcuno vi spingeva in questo senso?
R: Si, una girl band dev’essere così…
D: Il tuo primo CD conteneva i tuoi primi hits come ‘Roots’ e ‘Wrong address’ ed era un disco molto vario mentre ‘Free expressions’ è molto più legato al reggae: puoi dirmi da dove vengono le differenze, se dipende dal tuo stato d’animo mentre scrivevi le canzoni?
R: Ho realizzato il primo CD come una vera e propria introduzione ad Etana e la volontà era di mostrare tutte le mie varie facce musicali. Con il secondo CD invece ho voluto andare a fondo nel reggae perché è dove realmente il mio cuore. Quel suono di basso, quel suono di batteria…il mio cuore è con questa musica.
D: Il tuo primo numero uno in Giamaica si intitola ‘Blessings’ ed è una combination con il nostro Alborosie: puoi raccontarmi il vostro rapporto e come è nata quella canzone?
R: Un giorno stavo guidando a Kingston, ho ricevuto una sua chiamata in cui mi diceva: ‘ho un pezzo per te’ e mi ha mandato al telefono quello che aveva composto fino a quel momento.Ho sentito la lirica di Albo che diceva ‘When a man love a woman and a woman love a man is Jah Jah blessing…’ la naturale risposta che mi è venuta era ‘I love you and you love me Jah Jah blessing’…Proprio mentre guidavo ho iniziato a comporre mentalmente la mia lirica, poi ho fatto un’inversione a u e gli ho chiesto ‘Dove sei ora? Dobbiamo incontrarci ora e registrare la canzone’…L’ho raggiunto, abbiamo guidato tra le colline per arrivare in studio e abbiamo registrato al volo molto semplicemente…è stato facile e spontaneo, io non ero vocalmente al 100% ma ha funzionato ugualmente..Alborosie ha molto talento ed è molto simpatico, lui ha prodotto ‘I got you’ nel secondo album, sa suonare bene tutti gli strumenti ed è una persona molto umile…
D: l’anno scorso hai partecipato alla Reggae University al Rototom Sunsplash e hai detto cose molto toccanti e coraggiose sulla guerra tribale che da tanto tempo affligge la Giamaica: pensi che la musica sia ancora importante per cercare di cambiare le cose?
R: Siamo arrivati ad un punto in cui la musica ha cambiato il suo profilo politico ed è diventata più aggressiva e questa musica negativa è promossa molto più della roots music in radio in Giamaica perché più i media danno l’idea di un paese sopraffatto dal crimine e maggiori saranno gli aiuti di polizia dall’esterno. Io credo comunque che la musica negativa incoraggi comunque il crimine quindi siamo in un circolo vizioso.
D: Nelle note di copertina di ‘Free expressions’ c’è una cosa molto importante come ‘dico alla gente che ha perso l’amore per la musica reggae di farsi da parte e lasciare spazio a chi invece resta fedele al concetto originario’: ti riferisci a questa ondata di musica negativa che viene prodotta oggi in Giamaica?
R: Assolutamente si! Dai tempi di Bob Marley fino a circa dieci anni fa c’era in Giamaica più attenzione per il roots reggae, potevi sentirlo ovunque e sentire la passione della gente per quella musica…Adesso la cosa principale che muove gli artisti è il denaro facile…Se ti muovi negli studi o nelle sale prove vedi artisti che non inneggiano più a Selassie ma fanno a gara nel dire le cose più assurde ed a mostrare disprezzo in Rastafari. Io mi chiedo dove sia la verità e dove è finito l’amore che permeava la nostra musica.
D: Stanotte hai cantato nel bis ‘Dance’ …di solito il pubblico ha l’impressione che l’artista tenga per il bis le canzoni a cui tiene di più. La prima volta che ho sentito ‘Dance’ ho avuto l’impressione che fosse una risposta alla follia giamaicana del ‘daggering’…le parole sono ‘Dovresti sapere che sono una signora ed una regina…’
R: Quando ho composto ‘Dance’ pensavo al fatto che di recente nella dancehall uomini e donne non stanno più vicini, non si toccano più come una volta mentre ballano…il daggering è assurdo…nessuno fa realmente sesso in quel modo…intendo naturalmente…a meno che uomini e donne non vogliano procurarsi delle serie lesioni alle loro parti intime…con ‘Dance’ ho voluto riportare quelle vibes che inducono a tenersi stretti, a dondolare ed a ballare a quel modo…
D: C’è anche questa bellissima citazione di ‘Dance all night’ di Gregory Isaacs e tu recentemente hai partecipato a questo tributo messo insieme dalla VP in cui tu hai ripreso la sua ‘Lonely lover’. Mi parli di quell’esperienza e di quanto la musica di Gregory è importante per te?
R: Quando ho iniziato ad occuparmi di reggae come artista non ero molto interessata alla parte del business perché non significava molto per me…mano a mano che mi addentravo nella comprensione del business del reggae capivo che non è solo una cosa che riguarda fare canzoni ed andare in tour ma la cosa più importante èil significato politico non solo delle canzoni ma del tuo atteggiamento dentro a business, se ti opponi al sistema corri dei rischi di essere distrutto. Non mi sorprende a questo punto la grande quantità di dolore che Gregory ha messo in musica…credo che resistere tanto tempo a quei livelli pagando quel prezzo la dica lunga della forza e dell’energia che Gregory ha messo nella sua musica. Per me è stato un grande onore cantare una delle sue canzoni. La sua carriera è stata lunghissima ed ha sicuramente commesso dei grossi errori ma possiamo perdonarlo visto la straordinaria musica che ci ha dato.
D: Ascoltando il vostro tributo ti rendi conto che la sua influenza è fortissima e tutti i cantanti maschi non possono fare a meno di cantare le sue canzoni come le cantava lui. La prospettiva interessante è invece quella delle ragazze: tu, Cherine Anderson e Alaine avete fatto veramente qualcosa di diverso e originale…
R: Si, è un onore, poi tutti sanno che Gregory amava molto le signore e quindi è bello aver fatto parte di questo progetto.
D: Lo scorso agosto hai firmato un contratto con Donovan Germain e la Penthouse Records e proprio in questi giorni è uscita ‘Chase the devil away’ e cioè la tua prima canzone prodotta da questo importante produttore…Come stai lavorando con Germain?
R: Come tutti sanno è la mia compagnia personale Free My Music a rappresentarmi in primo luogo come artista ma avevo bisogno di appoggiarmi ad una struttura più importante per poter seguire tutto il lavoro riguardante il business, l’andare in tour ed il registrare nuove canzoni. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a tracciare la struttura del nuovo album su cui sto lavorando, qualcuno con una grande conoscenza della musica…per esempio mi sto dedicando allo ska e mi occorre quindi un produttore veterano. Credo che non c’è persona più adatta a fare il direttore musicale del mio nuovo album di Donovan Germain…
D: Una delle cose più sorprendenti del tuo concerto è questo tuo nuovo amore per lo ska e sentirti cantare addirittura dei ddo-overs su vecchi ritmi degli Skatalites. Da dove viene questo tuo nuovo amore musicale?
R: Sono stata in Sud America due settimane alla fine dell’anno scorso e viaggiando per esempio in Argentina mi sono resa conto che la gente ama molto il reggae e ci sono band in grado di suonare in modo molto valido e professionale lo ska. Sentendo la passione di queste bands non ho potuto resistere e ho voluto iniziare a fare un po’ di ska…l’influenza viene da questo viaggio in Sud America.
D: Ma prima del viaggio hai ascoltato lo ska originale giamaicano?
R: Diciamo che ho sempre avuto una conoscenza generale dello ska ma mi sono appassionata proprio attraverso questo viaggio. E’ un po’ come ‘Roots‘ che è stata scritta dopo un viaggio in Africa ed il suo ritmo ed il suo suono viene direttamente dall’Africa. Ora la passione per lo ska viene dal Sud America.
D: Quindi nel tuo prossimo lavoro ci saranno brani ska…
R: Si, ci saranno alcuni brani ska. La prima idea era di fare un album solamente ska poi Germain ha detto ‘hai fans che apprezzano cose molto diverse e sei passata da un lavoro come ‘The strong one’ a ‘Free expressions’, quindi cerchiamo di accontentare tutti’. Abbiamo deciso quindi di mettere varie cose diverse come reggae, rocksteady e ska.
D: Per chiudere hai un messaggio particolare per i tuoi fans italiani?
R: Voglio ringraziare tutti per il supporto e l’affetto…In Italia ho avuto sempre belle esperienze e mi ricordo in particolare quando sono stata in Sicilia con Alborosie…La vita adesso è dura e la crisi finanziaria sta colpendo anche l’Italia. Penso che gli italiani sappiano lottare per sopravvivere e sono sicura che ce la faranno ad uscire dalla crisi.
Pier Tosi
(un ringraziamento particolare a Borjan di Buxna Agency, Bruno Giusti del Vibra e a Sara Ceresoli)
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