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Sizzla – The Chant (Afro Jam)

February 14, 2012

Il primo ‘big artist’ che esce su lunga durata nel 2012 è Sizzla e non c’è da stupirsi visto che questo discusso artista è molto richiesto in generale dai produttori ed è l’unico della vecchia guardia del quale siano usciti vari CD in tempi recenti. In questo caso gli sforzi del Bobo Dread sono prodotti da Everton ‘Caveman’ Moore, il patron dell’omonimo sound system di Kingston che fu tra i primissimi a lanciare la carriera di Sizzla nella prima metà degli anni novanta in Giamaica.

La stessa label indipendente che pubblica ora questo ‘The chant’ ha realizzato alla fine del 2009 la raccolta doppia ‘Caveman culture sound vol.1’ in cui Sizzla compariva con ‘Hungry children’ e ‘Zimbabwe’ che guarda caso sono presenti anche in questo lavoro: questo ci fa supporre che quindi contenga materiale registrato durante un arco di tempo piuttosto lungo.
Vorremmo sinceramente avere gli elementi per salutare questo ‘The chant’ come un capolavoro, un punto di svolta nella carriera dell’artista di August Town o un lavoro come non se ne sentivano da anni ma purtroppo non è così: questo nuovo disco di Sizzla ci sembra la solita occasione sprecata, una raccolta di canzoni di qualità media nei suoi vertici qualitativi che non si faranno ricordare a lungo e che scompaiono al cospetto delle migliori prove in assoluto di Sizzla.

In generale ‘The chant’ ha toni piuttosto pacati, una generica attitudine al roots reggae (anche se in un paio di episodi affiorano le reminiscenze R&B) ed un ampio uso del ben noto falsetto vocale da parte del suo titolare. Il roots crepuscolare di ‘Chanting Rastaman’ in apertura è un buon preambolo che non viene mantenuto nel resto del materiale. Tra i brani da salvare ‘The system mash down’ riprende il ritmo di ‘Rat race’ di Bob Marley ed anche l’andamento di ‘Put away your weapons’ ricorda molto gli accordi di ‘Soul rebel’.

‘Hungry children’ dedicata ai giovani dei ghetti è un discreto numero roots su accordi in minore mentre ‘Something special’ riprende con toni molto rilassati ed un bel ritmo ‘one drop’ un vecchio brano degli Upsetters dei primi anni settanta. La buona prova del nyabinghi finale ‘Chant’ chiude un lavoro che di sicuro non andrà ad occupare un posto di rilievo nella già lunga discografia di Sizzla Kalonji.

Pier Tosi


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